Salmonella nel fiume Aterno I sindaci chiedono aiuto al prefetto

L'AQUILA. Salmonella nelle acque dell'Aterno. Le ultime analisi eseguite dalla Asl hanno rilevato la presenza del batterio responsabile della tossinfezione alimentare nota come salmonellosi. Ed è...
L'AQUILA. Salmonella nelle acque dell'Aterno. Le ultime analisi eseguite dalla Asl hanno rilevato la presenza del batterio responsabile della tossinfezione alimentare nota come salmonellosi. Ed è scattato, di nuovo, l'allarme con i sindaci della bassa Valle dell'Aterno, da Fossa a Fontecchio, che hanno scritto al prefetto dell'Aquila, Giuseppe Linardi, per chiedere un intervento immediato. Una situazione che si protrae, a fasi alterne, da quattro anni, sfociata nel divieto di irrigare i campi con le acque captate dal Consorzio bonifica Aterno. Vietato anche abbeverare gli animali. Non è escluso, al momento, il rischio di trasmissione del batterio, che può provocare gastroenteriti acute e, nei casi più gravi, setticemia, polmoniti, meningiti ed endocarditi.
SITUAZIONE PERICOLOSA. Lo hanno messo nero su bianco i sindaci di Fossa, Fabrizio Boccabella; Sant’Eusanio Forconese, Giovanni Berardinangelo; Villa Sant'Angelo, Domenico Nardis; San Demetrio ne' Vestini, Silvano Cappelli, Barisciano, Francesco Di Paolo, Fagnano Alto, Francesco D’Amore, e Fontecchio, Sabrina Ciancone.
«Dal 2014 i sindaci dei comuni interessati si sono visti costretti ad emanare ordinanze che vietano la captazione delle acque a fini di irrigazione», scrivono, «a tutt’oggi, nonostante vari tavoli e proteste in atto, la problematica resta irrisolta, con notevole disagio per gli agricoltori».
RISCHIO REALE. Nella lettera inviata al prefetto, Linardi, gli amministratori dei comuni interessati evidenziano «il potenziale rischio endemico a cui è esposta tutta la popolazione dell’area aquilana».
«Abbiamo chiesto al prefetto di presiedere un tavolo urgente», dice Boccabella , «invitando anche gli uffici competenti, Regione, Provincia, Consorzio di bonifica, Asl, Arta e Gran Sasso Acqua, per trovare una definitiva soluzione a questa grave situazione, irrisolta da anni. Le amministrazioni comunali hanno le mani legate: occorre che ciascun ente attivi concretamente tutte le azioni di competenza, secondo le rispettive attribuzioni di legge».
ACQUA CONTAMINATA. Il primo allarme è scattato nel 2014, quando l’Asl ha rilevato la presenza del batterio della salmonella nelle acque del fiume Aterno. «Da allora», incalza Boccabella, «il problema non è mai stato risolto del tutto: i controlli periodici continuano a dare esito positivo e rilevano la presenza di salmonella. Per questo i sindaci della zona, da Fossa a Fontecchio, in via precauzionale hanno emanato il divieto di utilizzo delle acque captate e gestite dal Consorzio bonifica Aterno, sia per l'irrigazione di campi e orti che per l’abbeveramento degli animali». Il contagio avviene tramite consumo di latte, carne e verdure. Sui reali rischi non si hanno certezze. «Abbiamo chiesto il parere del Consorzio e dell’Arta, ci siamo rivolti al ministero della Salute e all'Istituto superiore della sanità», chiarisce il sindaco di Fossa, «finora senza esito».
QUARTA ESTATE A SECCO. «Questa sarà la quarta estate senza possibilità di irrigare i campi», fa presente il sindaco di San Demetrio, Cappelli, uno dei firmatari della lettera inviata alla Prefettura, «è necessario capire da dove arriva la contaminazione, effettuare un controllo puntuale del canale e del fiume e verificare se ci sono scarichi abusivi. I sindaci sono responsabili sanitari per quanto concerne la popolazione: da qui la necessità di emanare l'ordinanza di divieto di irrigazione e utilizzo delle acque».
MA SI PAGA. «Una contraddizione. Un assurdo», dice Cappelli. All'impossibilità di utilizzo dell'acqua del fiume Aterno, si unisce un secondo problema: «Da una parte gli agricoltori non possono irrigare i campi, dall'altra il Consorzio bonifica Aterno continua a emettere bollette comprensive della tassa base per l'irrigazione. Chiediamo al prefetto Linardi di convocare un tavolo di confronto per individuare una linea strategica di azione che metta fine ad un'emergenza che si trascina ormai da quattro anni».
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