Salta la corrente, si spegne LFoundry: un’ora di blackout e danni per milioni

28 Dicembre 2021

Scatta il piano d’evacuazione per i 750 dipendenti in turno. Si temono ripercussioni sui livelli occupazionali Misteriosa la causa dell’incidente che ha fermato una delle più grandi aziende d’Abruzzo. Indagine interna

AVEZZANO. Un blackout spegne la LFoundry di Avezzano. La fabbrica di proprietà cinese resta senza energia per un’ora, il personale viene evacuato e alla fine di una giornata drammatica si contano milioni di euro di danni. Ieri mattina, poco dopo le 9.30, è saltata l’energia elettrica in tutto lo stabilimento che opera nel settore della microelettronica (semiconduttori) e produce sensori d’immagine (Cis) a prevalente utilizzo nelle applicazioni automotive. Al lavoro, tra addetti alla produzione, tecnici della sicurezza e amministrativi c’erano circa 750 persone (sui 1.300 totali). Tutte sono state fatte sgomberare a scopo precauzionale, così come da protocolli.
COS’è ACCADUTO
Non c’è stato un abbassamento di tensione, come avvenuto in passato. Da un momento all’altro è come se qualcuno avesse premuto un interruttore e lasciato senza corrente l’intera azienda, tra le più grandi d’Abruzzo: luci spente, macchinari fermi, niente sistemi di aerazione, persino i distributori di gel sanificante hanno smesso di funzionare. Subito si sono accese le lampade d’emergenza ed è stato attivato il piano di evacuazione. I dipendenti hanno lasciato i reparti dello stabilimento, in modo ordinato e nel pieno rispetto delle regole, per ritrovarsi nel punto di raccolta previsto nel piano. I tecnici si sono messi all’opera per cercare di risolvere il guasto. L’energia è tornata soltanto dopo circa un’ora. A preoccupare erano soprattutto i sistemi di protezione attivi nelle aree dove si utilizzano gas o composti chimici estremamente pericolosi. I lavoratori sono rientrati dopo circa due ore e mezza. Nel tardo pomeriggio gli operatori di produzione sono stati mandati a casa perché i macchinari erano ancora fermi. In fabbrica sono rimasti solo i tecnici e gli amministrativi impegnati nelle successive fasi della ripartenza. Ci vorranno giorni per far riavviare LFoundry nelle consuete modalità.
DANNI INGENTI
Non è chiaro, per il momento, da cosa sia dipesa l’interruzione di energia elettrica che ha generato danni per milioni (una stima più precisa la si potrà avere solamente nelle prossime settimane). I vertici dell’azienda – l’amministratore delegato è Marcello D’Antiochia – hanno avviato un’indagine interna per far luce su quanto accaduto. LFoundry dispone di una propria centrale per la produzione di energia elettrica, anche se è ugualmente collegata alla linea nazionale. A differenza del passato, quando le interruzioni hanno avuto durate limitate, stavolta lo stabilimento è stato paralizzato a lungo, con scenari per ora imprevedibili. Non si escludono ripercussioni anche sui livelli occupazionali nello stabilimento.
PRIORITà ALLA SICUREZZA
Per le organizzazioni sindacali, nella fase della ripartenza post-blackout è fondamentale pensare alla sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento. «Sulle cause di quanto accaduto sappiamo ancora poco e siamo certi che prima di avere un quadro passeranno dei giorni», ha precisato Elvira De Sanctis, segretaria provinciale Fiom-Cigl, «auspichiamo però che fin da subito la sicurezza sia tenuta sotto controllo e in particolare che i lavoratori e le lavoratrici non corrano alcun rischio all’interno del sito produttivo».
Per Antonello Tangredi, segretario territoriale Fim-Cisl «c’è un completo disimpegno nei confronti dello stabilimento da parte della proprietà cinese e quindi episodi come questo diventeranno all’ordine del giorno perché si stanno facendo manutenzione ordinaria, senza pensare ai piani di sviluppo. Parlare della cessione della cogenerazione, creata anche con i fondi pubblici, è veramente fuori luogo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA