«Salvare gli alberi storici dell’Abbazia di Lucoli»

LUCOLI. Salvare e tutelare due alberi storici nei pressi dell’Abbazia di San Giovanni di Lucoli. L’appello è dell’associazione “Noi per Lucoli” che dal 2010 cura anche il “Giardino della memoria”...
LUCOLI. Salvare e tutelare due alberi storici nei pressi dell’Abbazia di San Giovanni di Lucoli. L’appello è dell’associazione “Noi per Lucoli” che dal 2010 cura anche il “Giardino della memoria” realizzato a fianco all’Abbazia per ricordare le vittime del terremoto del 2009. L’associazione ha da tempo avanzato formale richiesta alla Regione per far riconoscere una quercia e un gelso “alberi monumentali”. La quercia fu piantata, in quello che ancora si chiama Parco della Rimembranza, in ricordo dei 91 ragazzi di Lucoli che persero la vita nella Grande guerra.
«La nostra associazione», si legge in una nota di “Noi per Lucoli”, «è impegnata nel campo ambientale e culturale a livello nazionale e locale. Nel 2011 iniziammo con l'ex Corpo forestale dello Stato l’attività di classificazione di alcuni esemplari più che centenari del territorio. Fu un grande impegno, noi volontari misurammo circonferenze, altezze e stato di salute delle querce del Bosco di Santa Croce a Lucoli, della grande quercia e del Morus nigra (gelso) che sono sul piazzale dell’Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli. Subito dopo il terremoto ci impegnammo in una faticosa ricerca storica per individuare l’origine e la citazione nei documenti di questi esemplari. Producemmo relazioni corpose, corredate anche da testimonianze della comunità locale. Le relazioni furono inoltrate al servizio competente del Corpo forestale dello Stato e ricevemmo delle note di interesse che classificavano tali alberi come monumentali. Espletammo l’iter suggerito inviando tutto il materiale tecnico. Dopo di ciò il nulla. A parziale giustificazione dell’inerzia c’è stato il cambio delle procedure operative e la soppressione del Corpo forestale dello Stato. Chiedemmo lumi all’Ufficio regionale di riferimento, ma ci fu detto che la pratica era introvabile e comunque non più conforme ai dettami vigenti. Riproponemmo il materiale anche per mezzo del Comune di Lucoli che inviò la segnalazione alla Regione. Anche in questo caso nessun esito. Nel 2023, quindi 12 anni dopo, seguendo l’ennesima nuova procedura, abbiamo reinviato la documentazione alla Regione e al Comune di Lucoli segnalando gli esemplari già individuati. Ora attendiamo di nuovo. Lucoli ha un territorio ricco di vegetazione e non sarebbero certo questi magnifici esemplari, memoria della storia locale (il gelso fu piantato dai monaci celestini dell’Abbazia) a privare i proprietari dei terreni della legna da ardere. Con le nostre azioni vorremmo promuovere anche una nuova spinta culturale sulla conservazione e il rispetto di questo patrimonio vegetale. Vorremmo, questa volta, finalizzare con successo quest’attività di tutela, avendo l’accordo di almeno uno dei proprietari degli alberi individuati, visto, tra l’altro, che i nostri volontari si fanno già carico della cura di questi preziosi esemplari». (g.p.)

