Salvati: «Offesa sessista, adesso parlo io»

14 Settembre 2018

La rappresentante di maggioranza a Di Masci: «Pensi a dedicarsi alla famiglia, in politica troppi pregiudizi sulle donne»

SULMONA. È stata proprio lei, Roberta Salvati, a creare il caso nel corso del consiglio comunale di mercoledì, facendolo esplodere come una granata, parlando di un filmato nel quale il consigliere comunale Bruno Di Masci avrebbe pronunciato un’accusa sessista nei suoi riguardi, durante una conversazione telefonica con un consigliere di maggioranza.
Consigliera Salvati, che cosa è successo?
«Mi ha dato della zoccola parlando per telefono. È un padre padrone, non rispetta le donne. Lui che appena ieri ha incassato una transazione di 500 euro poi devoluta in beneficenza, da un cittadino che l’aveva offeso su Facebook e che sottolineava a commento l’importanza della continenza nella critica politica che non deve sfociare in offesa personale».
La sua denuncia, interrotta dalla presidente dell’assise civica, per alcuni termini usati anche verso Di Masci, è culminata nell’espulsione dall’aula. Rifarebbe quello che ha fatto in consiglio?
«Lo rifarei sicuramente, sebbene non è stato capito il senso politico del mio discorso, perché nessuno ha realmente ascoltato il mio intervento, sostanziato nel mio pensiero. Il mio discorso non era solamente una invettiva. Il mio intervento in consiglio comunale è iniziato con una lunga premessa sull’inefficacia di questo sistema politico degli ultimi decenni».
Ci spiega meglio qual è il retroscena della vicenda?
«Non c’è alcun retroscena. Data la mia natura ottimistica, guardo sempre avanti senza serbare rancori».
Che cosa le ha dato più fastidio?
«La solidarietà non è una cosa che si può provare, ma si deve indossare come il più prezioso degli abiti. Il mio non è solo un avvenimento personale, dal momento che è stato riferito da un collega politico, sull’alveo di un fatto istituzionale. Quindi intrinsecamente si inserisce in un pensiero collettivo».
Non crede che gli elettori siano stanchi di questi continui battibecchi in consiglio comunale che complicano l’azione amministrativa?
«Si, ne sono più che convinta, dato che un consiglio comunale non deve essere un consiglio teatrale e i canovacci non contengono semplici battute, ma dovrebbero contenere direzionamenti politici. Mi dispiace di aver dovuto utilizzare questo metodo, per far emergere la gravità dell’accaduto. Ma l’episodio è stato troppo grave».
Se fosse al posto di Di Masci che cosa farebbe?
«Penserei a dedicarmi alla famiglia, con serenità e tranquillità».
È difficile per una donna emergere nel mondo della politica?
«Non credo sia difficile, ma ci si deve scontrare ancora con un pensiero troppo pregno di pregiudizi».
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