San Basilio riporta alla luce i suoi gioielli del Duecento

Scoperti durante i lavori del post sisma alcuni affreschi coperti dagli intonaci Tra otto mesi il monastero diventerà il Centro congressi sognato da Zordan
L’AQUILA. Era stato inaugurato appena qualche mese prima del 6 aprile 2009, ma di fatto non è mai entrato a regime. Il Centro congressi dell’Università, intitolato al professor Luigi Zordan – che lo aveva progettato – prima del prematuro decesso, doveva essere una struttura all’avanguardia, con apparecchiature di ultima generazione, quattro sale e un'aula magna nel cuore dell’ex monastero di San Basilio, in pieno centro storico, a pochi passi dal Polo umanistico del San Salvatore. A dieci anni da quella terribile notte che lo distrusse quasi completamente, tra qualche mese, potrebbe finalmente riaprire i battenti.
Ne dà notizia proprio l’Università dalla sua pagina Facebook: «I lavori di restauro del Centro congressi del nostro Ateneo, nell’ex monastero di San Basilio, entro 7/8 mesi saranno giunti al termine e l’Università e la città rientreranno in possesso di uno spazio importante». Le opere, per un importo di circa 6,5 milioni, sono cominciate nel 2016 e affidate alla Edilfrair Costruzioni Generali che si è aggiudicato il ripristino post-sisma del monastero di San Basilio, costituito dal convento (in parte ancora abitato dalle suore di clausura) e dal Centro congressi dell’Università.
«Il complesso vincolato è articolato nel suo impianto originario di chiesa e chiostro, risalente al XV secolo, a cui sono si sono aggiunti corpi di fabbrica settecenteschi» come spiega in una nota tecnica la stessa ditta. «I lavori comprendono, oltre al restauro e al miglioramento antisismico degli edifici originari e delle mura, il ripristino delle volte e delle coperture attraverso l’uso di materiali innovativi quali, ad esempio, le fibre di acciaio. A questi vengono affiancate tecnologie di recupero che fanno uso di materiali di origine naturale, lavorati secondo tecniche proprie della tradizione artistica e costruttiva del territorio. Nel corso dei lavori sono stati portati alla luce antichi particolari costruttivi e decori di pregio, tra i quali spicca il rinvenimento di un affresco, in fase di studio da parte della Soprintendenza, fatto risalire al 1200 e raffigurante tre immagini sacre». Il primo monastero risale al 1321, distrutto dal terremoto nel 1703 fu ricostruito come vero e proprio palazzo da Donato Rocco Cicchi. Nel 1993 l’Università ha stipulato una convenzione con il Comune per l’utilizzo della struttura a fini istituzionali. Negli anni 2005-2006 il professor Zordan, allora direttore del dipartimento di Architettura e urbanistica, e i suoi collaboratori elaborarono un progetto di fattibilità per la trasformazione dell’edificio in Centro congressi.
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