San Benedetto dà l’addio al 33enne morto nel canale

Oggi i funerali, il magistrato autorizza la restituzione della salma dopo un mese Proclamato il lutto cittadino. Le ultime analisi chiariranno se è stato un incidente
SAN BENEDETTO DEI MARSI. È il giorno del dolore per la famiglia di Manuel Di Nicola, il 33enne di San Benedetto dei Marsi ritrovato senza vita in un canale del Fucino a sei giorni dalla scomparsa. I funerali oggi, alle 16, nella chiesa della Santissima Maria Assunta, a quasi un mese dal tragico ritrovamento e dopo che la Procura ha disposto la restituzione della salma ai familiari.
Nel giorno dell’addio al giovane padre il sindaco Quirino D’Orazio ha proclamato il lutto cittadino raccomandando «una partecipazione consapevole nel rispetto delle disposizioni, vista la delicata situazione pandemica».
L’autotrasportatore si era allontanato domenica 7 marzo, intorno alle 20.30, dalla casa dei suoceri dopo aver festeggiato il battesimo del figlioletto di 9 mesi. Alla moglie Marianna Santilli aveva detto che sarebbe andato a fare una doccia, invece è scomparso nel nulla.
A far scattare le ricerche, due giorni dopo, era stata la denuncia presentata dalla donna ai carabinieri.
Durante un sorvolo aereo sul Fucino era stata individuata la Fiat Punto bianca a bordo della quale il giovane aveva fatto perdere le sue tracce.
Di proprietà del suocero, l’utilitaria ritrovata in località Vitellino, tra San Benedetto e Cerchio, era aperta, con le chiavi inserite nel quadro e le ruote impantanate nel fango. Sabato 13 marzo, a circa 800 metri di distanza, i sommozzatori avevano ripescato il corpo senza vita di Manuel Di Nicola, nel canale della Cintarella.
Gli inquirenti avevano ipotizzato da subito che fosse rimasto vittima di un incidente con tragico epilogo, ma le incertezze emerse all’esito del primo esame autoptico avevano spinto il magistrato a disporre nuovi e più approfonditi accertamenti.
Nei polmoni del giovane padre non c’era acqua e ad alimentare ulteriori sospetti erano stati anche dei segni rinvenuti sull’addome e sulla bassa schiena.
Nel frattempo, il pm aveva disposto l’arrivo dei carabinieri del Ris per ispezionare la Punto bianca posta sotto sequestro. Per determinare la causa delle morte, inoltre, il pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato aveva nominato un secondo consulente.
Il dottor Cristian D’Ovidio ha chiarito che Di Nicola è finito nel canale quando era ancora vivo, ma per poter stabilire l’esatta causa della morte si è riservato di conoscere gli esiti dell’esame tossicologico, visto che l’assenza di acqua nei polmoni potrebbe essere correlata a uno stato di alterazione psico-fisica tale da non consentire di “respirare” acqua.
L’esperto ha determinato che le lesioni escludono la dinamica da violenza esterna. Resta però da chiarire perché Manuel Di Nicola si fosse diretto in aperta campagna, di notte, e che fine abbiano fatto i soldi (tra i 500 e gli 800 euro) che aveva nel portafogli. (f.d.m.)
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