San Demetrio, chiesa sommersa dal guano in attesa del restauro

4 Febbraio 2021

Edificio sacro rimasto in totale abbandono dal sisma 2009 Il conflitto di competenza tra enti tiene fermo l’intervento

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Sepolta sotto il guano, tra piume di piccioni e travi di legno crollate, a quasi 12 anni dal terremoto, la chiesa di Santissima Annunziata a San Demetrio ne’ Vestini sembra essere stata dimenticata. Oggetto di polemiche tra Comune, Soprintendenza, Asl e Curia, infatti, l’edificio religioso risalente al 1499, a villa Cardabello, non ha subìto alcun tipo di intervento dal 2009, se non la chiusura di alcune finestre un paio di anni fa da parte dei vigili del fuoco, e quanto rimasto rischia di essere presto definitivamente perso.
A denunciare la situazione è ancora una volta Annunziata Cardaci, che già negli scorsi anni aveva fatto presente lo stato in cui versa la chiesa. «Se non interviene qualcuno», dice, «si rischia che crolli anche la cupola segnata gravemente da crepe e infiltrazioni di acqua e che distrugga quel poco che resta». All’interno dell’edificio sono custodite opere pittoriche e scultoree di valore. Tra queste una statua lignea raffigurante l’Annunciazione che risale al 1600, un coro, un organo funzionante fino al 2009 e un Sant’Emidio che sostiene su una mano il paese, databile 1700/1800 e comunque successivo al terremoto del 1703, quando venne introdotto il suo culto in tutto l’Aquilano. Per porre sotto i riflettori il problema, da qualche anno è nato anche il comitato San Demetrio Futuro. «Abbiamo più volte sollevato la questione, senza avere mai risposte certe», spiega Cardaci, «i tecnici della Soprintendenza e del Segretariato regionale ai beni culturali e in particolare l’architetto Augusto Ciciotti hanno assicurato che la chiesa rientra nel programma triennale di restauro 2020/2022. Ci auguriamo dunque che in estate si possa pensare almeno a un recupero delle opere all’interno, anche se il rischio è che sotto il manto di guano non si trovi più nulla. Non bisogna dimenticare, tra l’altro, che la chiesa è già stata preda di malviventi che hanno trafugato la scultura di un Bambino con una corona d’argento in braccio a San Giuseppe». In dieci anni, infatti, non si è provveduto alla copertura del tetto.
Inizialmente era previsto un progetto da parte della diocesi, poi, con la legge 125/2015, la palla è passata al ministero dei Beni culturali e di conseguenza al Segretariato regionale: lo stesso iter che ha bloccato di fatto la ricostruzione del Duomo dell’Aquila. Anche sulla rimozione del guano c’è stato un duro braccio di ferro mai risolto: nel 2018 la Soprintendenza ha chiarito che doveva essere la Curia a risolvere la situazione di degrado all’interno della chiesa dell’Annunziata di San Demetrio ne’ Vestini, con una lettera inviata anche al Comune che ormai da tempo segnalava la grave situazione. Una pastoia burocratica, insomma, che ancora sembra non essersi risolta e che potrebbe far scomparire un’importante testimonianza del passato legata al periodo della Transumanza.
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