San Giuliano, in azione con i muli per ripulire la pineta incendiata

L’AQUILA. Il Comune procederà presto all’affidamento diretto dell’appalto integrato (progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori) del primo stralcio per il “recupero e restauro ambientale dell’a...
L’AQUILA. Il Comune procederà presto all’affidamento diretto dell’appalto integrato (progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori) del primo stralcio per il “recupero e restauro ambientale dell’area interessata dall’incendio del 2007 a San Giuliano”. L’importo previsto è di 226.613 euro. Da quello che si evince dalla determina comunale i lavori riguarderanno la “pulizia” della pineta con rimozione degli alberi caduti, dei residui legnosi dell’incendio e degli alberi ritenuti pericolosi soprattutto se vicini a sentieri e percorsi carrabili. La cosa curiosa è che per raggiungere le zone più impervie e riportare a valle il materiale verranno utilizzati 5 muli. Si prevedono quindi operazioni sia di abbattimento sia di esbosco (sgombero di legna e terra).
ABBATTIMENTO. “La squadra ideale per le operazioni di abbattimento lungo le linee sentieristiche”, si legge nel progetto definitivo, “è composta da due operatori di cui uno addetto all’abbattimento degli esemplari morti, ancora in piedi, con l’utilizzo della motosega. Lungo la viabilità carrabile la squadra sarà composta da due operatori che provvederanno al solo abbattimento in quanto il sistema della pianta intera esclude l’operazione di allestimento”. Per allestimento si intende la depezzatura anche di gran parte dei rami.
ESBOSCO. “La squadra per l’esbosco lungo le linee sentieristiche”, si legge ancora, “sarà formata da due mulattieri e da cinque muli. Un operaio sarà addetto al carico delle some mentre l’altro guiderà gli animali dapprima presso il legname abbattuto e successivamente lungo le linee di esbosco fino all’imposto (luogo di prima raccolta), avendo cura che questi (i muli) non vadano a percorrere una superficie eccessiva dell’area d’intervento ma rimangano esclusivamente lungo le linee sentieristiche, evitando ulteriori danni al suolo”.
ZONE A PASCOLO. “Considerando l’importanza che rivestono i pascoli per l’economia della zona l’incendio non ha avuto effetti negativi”, si sottolinea. “Infatti, dopo il passaggio del fuoco, la vegetazione erbacea ha avuto una pronta risposta restaurando in maniera completa la copertura ante evento. Di conseguenza non si propongono interventi di restauro forestale in queste aree ma si consiglia comunque una corretta razionalizzazione del carico pascolivo, buona pratica agronomica da adottare non solo in questo caso ma in generale per ogni pascolo”.
LA STORIA. L’area della pineta di San Giuliano, è scritto nel documento, “non è in realtà mai stata sistematicamente oggetto di progetti di organizzazione funzionale al di là di interventi isolati di promozione di qualche segmento sentieristico. Dopo il 1970 è stata interessata da interventi di urbanizzazione a ridosso del perimetro meridionale, ma, ciò nonostante, ha mantenuto un ruolo di primaria importanza nella continuità ambientale tra la conca aquilana e la dorsale principale del Gran Sasso. Nel complesso è un’area molto utilizzata nel passato, e reca tracce di evoluzione naturale multigenerazionale, con una grande estensione di rimboschimenti a conifere effettuati nel primo decennio del 1900 e poi ancora nel secondo Dopoguerra, inoltre risulta utilizzata anche abbastanza intensamente per fini agro-zootecnici. Purtroppo negli anni è stata interessata da incendi di intensità più o meno elevata ed è proprio a causa di uno di questi (estate 2007) che si è reso necessario un piano di restauro forestale e ambientale strutturato. In tale contesto, preso atto dell’elevata valenza turistico-ricreativa dell’area, si evidenzia la necessità di una messa in sicurezza delle aree maggiormente frequentate”. (g.p.)

