San Gregorio, pronti i fondi per completare il restauro della chiesa

6 Gennaio 2022

Il sindaco Biondi ha scritto al Segretariato beni culturali L’intervento da 150mila euro è ora in via di approvazione

L’AQUILA. Buone notizie per la chiesa parrocchiale di San Gregorio.
Qualche settimana fa il sindaco Pierluigi Biondi, anche su sollecitazione di alcuni residenti, ha scritto al Segretariato regionale per i Beni culturali per chiedere un finanziamento per completare i lavori in modo da permettere la riapertura al culto. L’edificio sacro, che il terremoto del 2009 ha fatto crollare completamente, è stato ricostruito grazie ai fondi della Russia, ma non è ancora fruibile perché i lavori all’interno vanno completati.
Il segretario Nicola Macrì ha risposto al sindaco con una lettera nella quale si legge: «Con riferimento alla sua richiesta sono lieto di comunicarle che – verificata la sussistenza delle condizioni e dei requisiti per un favorevole accoglimento – l’intervento di completamento della chiesa di San Gregorio Magno è stato inserito nell’elenco delle proposte ammissibili ai finanziamenti del ministero della Cultura relativamente alla Programmazione triennale ordinaria dei lavori pubblici con un importo pari a 150.000 euro (80.000 euro per l’annualità 2022 e 70.000 euro per l’annualità 2023). Sarà mia cura informarla tempestivamente in merito all’esito relativo all’approvazione del succitato elenco da parte della Direzione generale bilancio del superiore ministero».
Cosa MANCA
Secondo quanto affermato da un cittadino, Domenico Cinque, in un articolo del Centro dello scorso agosto all’interno della chiesa manca l’altare maggiore per le celebrazioni e, disse Cinque, «non ci sono neanche l’altare della cappella feriale, i cinque pilastri per le statue e non è stato ricostruito l’altare del Rosario, risalente al Seicento, con l’annessa tela, le cui pietre sono tutte conservate. Bisogna poi ricollocare le campane con la relativa apparecchiatura elettronica, manca la croce in ferro battuto sul campanile e le barriere architettoniche non sono state abbattute. Una delle porte, infine, è più bassa del livello stradale tanto da mettere a rischio la struttura nei giorni in cui piove abbondantemente».
LA STORIA
«Dal 1200 fino al 1613», si legge in un numero del giornalino parrocchiale di qualche anno fa, «la nostra chiesa consisteva nella sola navata centrale (l’attuale) e terminava a Est con l’abside semicircolare che, purtroppo, ha perduto la visibilità esterna a causa delle successive costruzioni ad essa addossate. L’interno si presentava così: sotto l’attuale arco trionfale era costruito un muro divisorio che separava il corpo della chiesa dall’abside, così la chiesa era di forma rettangolare e l’abside fungeva da deposito o sacrestia (le navate laterali non esistevano). L’altare maggiore era costruito a ridosso del muro divisorio e, con la predella ed i gradini, occupava lo spazio fin quasi a raggiungere i primi due pilastri laterali. Sopra a questo altare troneggiava la nostra immagine di San Gregorio in cattedra che, a quei tempi, era sicuramente intera, con tutte le cromie e gli ori originali, e doveva essere non solo bella ma anche solenne ed emozionante».
Ora si apre uno spiraglio che si spera porterà al più presto alla riapertura della chiesa della frazione aquilana.
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