San Gregorio, ricorso al Tar contro lo sgombero degli alloggi

23 Dicembre 2016

L’AQUILA. Un ricorso al Tar contro l’ordinanza di sgombero degli alloggi, disposta dal sindaco Massimo Cialente. Non si arrendono le 21 famiglie che vivono nel complesso edilizio di proprietà...

L’AQUILA. Un ricorso al Tar contro l’ordinanza di sgombero degli alloggi, disposta dal sindaco Massimo Cialente. Non si arrendono le 21 famiglie che vivono nel complesso edilizio di proprietà comunale di San Gregorio, che non vogliono abbandonare gli appartamenti nei quali, nell’agosto 2009, a soli 4 mesi dal terremoto, furono fatti rientrare alla svelta, nonostante le crepe sui muri. A curare il ricorso è l’avvocato Fausto Corti.

Ieri mattina gli abitanti, riuniti nel comitato “Riqualifichiamo San Gregorio”, hanno incontrato la senatrice M5S Enza Blundo, l’architetto Antonio Perrotti (nella foto) dei Meetup riuniti, e l’avvocato Corti. Secondo Perrotti, «per lo sgombero mancano tutti i presupposti tecnico-istituzionali. Lo stato dei fabbricati è rimasto lo stesso del 2009, anche dopo le ultime scosse. Le motivazioni dello sgombero non appaiono per niente suffragate e motivate, in quanto il progetto proposto, prevedendo la demolizione di tutti gli alloggi classificati E, e la loro sostituzione con un edificio pluriuso a destinazione pubblica, configura una variante al Prg che avrebbe dovuto essere approvata dal consiglio comunale per assumere i presupposti di pubblica utilità e urgenza». Il comitato ha invitato il Comune a «una riflessione sulla proposta e per una conseguente rimodulazione del progetto», ha chiesto al prefetto di «prendere una posizione ferma», e gli enti di controllo di «inibire la defatigante e costosa procedura delineata dal Comune». Il ricorso, ha spiegato Corti, muove le mosse proprio dall’operato del Comune, che nel 2009 dispose il rientro degli abitanti negli alloggi comunali occupati prima del sisma «senza procedere come tutti gli altri privati (che lo hanno fatto entro settembre 2009) all’immediato risanamento statico, né alla demolizione degli alloggi E, rimasti lì a costituire fino a oggi un vero pericolo». (a.bag.)

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