San Martino di Picenze, chiesto studio sui cunicoli

8 Maggio 2014

L'AQUILA. «La frazione di San Martino di Picenze è interessata da una rete di cunicoli e grotte sotterranee, che mettono a rischio la stabilità degli edifici da ricostruire. Occorre un intervento...

L'AQUILA. «La frazione di San Martino di Picenze è interessata da una rete di cunicoli e grotte sotterranee, che mettono a rischio la stabilità degli edifici da ricostruire. Occorre un intervento serio, di analisi e di successiva messa in sicurezza, dal quale non si può prescindere in vista della ricostruzione del centro abitato».

A sollevare il problema è Marianna Bonomo, consigliere di minoranza di Barisciano, che porterà la questione all'attenzione del consiglio comunale, nella prossima seduta.

E' prevista anche un'assemblea civica, in cui si discuterà «della necessità di effettuare ulteriori, approfonditi, sopralluoghi, sulle grotte delle quali non si conosce la natura, né l'effettiva pericolosità. Dopo il sisma dell’aprile del 2009» spiega Bonomo «la Protezione civile ha effettuato una microzonazione dell'area, che risulta insufficiente alla luce dell'attuale situazione: il peso delle macerie e le intemperie, infatti, hanno agito negativamente sul terreno dove si sono aperte voragini, che hanno evidenziato la presenza, nel sottosuolo, di numerose grotte e cunicoli. Inoltre, la frazione di San Martino di Picenze è stata puntellata solo in alcune zone, mentre altre risultano ancora a rischio, con edifici dove i puntellamenti stanno, pian piano, cedendo».

Argomenti che verranno discussi nella prossima seduta del consiglio comunale di Barisciano .

«Chiederemo al Comune» incalza Bonomo «di effettuare un ulteriore studio dettagliato e corredato da un esame geologico di tutto il centro abitato, per verificare la presenza e la natura di grotte sotterranee. La sicurezza delle abitazioni che sorgono in queste zone è una priorità: il Comune deve destinare fondi specifici alla sistemazione delle aree sotterranee che risultano “vuote”. Dopo ciò che è accaduto il 6 aprile 2009, non è possibile ricostruire in zone considerate a rischio».

Monica Pelliccione

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