Sanità delle aree interne, è nuovo scontro
Il Pd: «Famiglie di pazienti ricoverati costretti a comprare i farmaci». FdI: «Solo allarmi strumentali»
L’AQUILA. Il Partito democratico torna a denunciare le «gravi carenze del sistema sanitario locale». Ma il capogruppo di Fdi in Regione, Massimo Verrecchia, difende i l’operato del manager dell’Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Ferdinando Romano, annunciando un’ispezione per accertarsi della situazione.
Di «liste d’attesa interminabili» e di un «sistema sanitario inefficiente» parlano infatti gli esponenti del Pd, che in una nota denunciano il rischio di una «sanità locale sull’orlo del collasso», con un «buco in bilancio da 70 milioni di euro e un debito di circa 46 milioni di euro, strutture inadeguate e croniche carenze di personale», oltre che di «farmaci di emergenza». Al punto che «i familiari dei pazienti ricoverati sono costretti ad acquistarli di tasca propria, spesso altrove». E segnalano, i dem, il caso dei parenti di un paziente oncologico ricoverato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, ridotti a «recarsi a Sulmona per procurarsi un farmaco chemioterapico. Questa è la situazione che ci viene denunciata, ogni giorno. E a fronte di ulteriori tagli, e di un servizio assolutamente inefficiente, al manager della Asl 1 è stato prorogato l’incarico di un ulteriore anno: una decisione che continuiamo a ritenere sconcertante».
Infine un affondo nei confronti del primo cittadino, Pierluigi Biondi: «Resta in silenzio il sindaco dell’Aquila, presidente del Comitato ristretto dei sindaci della provincia che, evidentemente, non vuole – o non può – criticare le scelte di un governatore del suo stesso partito e che, per questo, preferisce tacere, mettendo al primo posto gli interessi politici piuttosto che il diritto alla cura delle cittadine e dei cittadini. Ancora una volta, Biondi tradisce la sua gente».
Ma Verrecchia non ci sta, derubricando a semplici «polemiche strumentali» gli allarmi del Pd. «In merito alla carenza dei farmaci ho voluto prontamente chiedere informazioni alla direzione generale, potendo constatare l’assenza di responsabilità in capo alla farmacia ospedaliera. Ma considerata l’importanza del tema e al fine di fugare qualsiasi dubbio», prosegue Verrecchia, «ho chiesto formalmente alla direzione stessa la possibilità di poter avviare un'attività ispettiva al fine di acquisire la certezza della veridicità o meno dell'allarme lanciato. Perché la sanità è una questione seria, sulla quale si lavora quotidianamente per ottimizzarne organizzazione e performance, e che di certo non ha bisogno di infondati e politicizzati allarmismi». (t.d.b.)

