Sant’Andrea, ritardi nel piano di recupero

17 Maggio 2023

Si farà la conferenza di servizi per superare gli intoppi nella ricostruzione dell’area di Porta di Bagno

L’AQUILA. Servirà una conferenza di servizi per superare alcuni “intoppi” nell’iter del cosiddetto piano di recupero urbano “Progetto unitario Sant’Andrea fuori le mura” zona che si trova fra via XX Settembre e le mura storiche dove c’è la “Porta di Bagno”. Se andrà in porto sarà uno dei pochissimi interventi “innovativi” post-sisma 2009 dell’Aquila, visto che molti privati hanno scelto di abbandonare l’area accedendo o alla casa equivalente o alla permuta dell’abitazione. Tutta la zona, in base al piano urbano proposto dalla giunta nel 2018 e votato dal consiglio nel 2019, è stato diviso in tre subcomparti, due di competenza pubblica e uno privato nel quale ricostruiranno coloro che hanno deciso di rimanere.
A leggere la nota di convocazione della conferenza dei servizi (a cui parteciperanno Soprintendenza, Ufficio speciale dell’Aquila e Provincia) pare che i problemi siano nati proprio dai privati. «Per il subcomparto residenziale», si legge, «è previsto un piano di recupero urbano (Pru) a progettazione privata e attuazione autonoma e indipendente. Nelle more dell’iter di approvazione della variante, si è registrata la reiterata inerzia della parte privata a presentare il Pru atteso, nonché la richiesta di ampliamento del Progetto unitario da parte di altri portatori di interessi. Tali proposte sono state accolte e si è pertanto ridefinito il perimetro di intervento modificandone al contempo anche la procedura attuativa, ovvero estendendo all’intero comparto lo strumento del Pru». A questo punto la conferenza dei servizi – per acquisire i pareri degli enti – si rende necessaria perché «l’ambito d’intervento è interamente sotto tutela paesaggistica e i piani attuativi riguardanti beni culturali o paesaggistici sono sottoposti alla competente Soprintendenza; gli strumenti di pianificazione generale o loro varianti sono inoltre oggetto di consultazione preventiva con la competente amministrazione provinciale per la verifica di non contrasto con la pianificazione sovraordinata; i finanziamenti previsti dall’Ufficio speciale, già erogati agli aventi diritto, sono vincolati al recepimento, nel planivolumetrico attuativo del subcomparto residenziale, delle dettagliate prescrizioni ivi elencate». Quindi viene convocata la conferenza dei servizi preliminare nell’intento di «prevenire ulteriori ritardi nell’attuazione del Progetto unitario dovuti a eventuali dissensi in sede di conferenza successiva all'adozione del Piano di recupero urbano».
Il progetto unitario “Sant'Andrea-Campo di Fossa” è in variante al piano regolatore e modificherà parecchio l’area a ridosso delle mura non lontana da piazzale Paoli. L’area si estende dall’ultimo tratto di via Sant’Andrea fino alla confluenza tra via don Luigi Sturzo e via Santa Maria degli Angeli, in corrispondenza della Porta urbica di Bagno. Ci sarà una nuova viabilità e un parco urbano, con diradamento abitativo con l’obbligo di ricostruire a 12 metri dalle mura. (g.p.)
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