Santa Croce, sequestrate bottiglie in vetro

18 Settembre 2018

Per la Finanza etichette non chiare. I legali di Colella chiedono l’immediato ritiro del provvedimento

AVEZZANO. La Guardia di finanza arriva alla Santa Croce e sequestra bottiglie di vetro con etichetta della sorgente Fiuggino di Canistro, ma anche parte delle linee di produzione nello stabilimento di proprietà della società dell’imprenditore molisano Camillo Colella, già concessionario della sorgente più grande, Sant’Antonio Sponga. Il provvedimento è stato disposto dal pubblico ministero della procura di Avezzano, Roberto Savelli, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta miscelazione di acqua delle due sorgenti Fiuggino e Sant’Antonio Sponga «variabile dal 30 al 60 per cento», si legge nell’ordinanza del pm, nella produzione delle bottiglie sequestrate preventivamente e sull’ipotesi di accusa che nelle etichette c’è «una falsa provenienza dell’acqua» oltre «ai valori che si discostano da quelli previsti dal ministero della Salute. L’inchiesta nasce dalla denuncia del sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, che ha portato a una perquisizione il 17 maggio scorso. La società, tramite i suoi legali Roberto Fasciani e Claudio e Matteo Di Tonno, hanno annunciato un ricorso di dissequestro al tribunale del Riesame dell’Aquila. Inoltre, contestano «ogni addebito e ipotesi di reato», riservandosi di formulare una querela per diffamazione nei confronti del sindaco Di Paolo, con «conseguente richiesta di risarcimento danni. Il decreto di sequestro preventivo sembrerebbe basarsi sul presupposto che l’acqua che esce dalla sorgente sia poi esattamente uguale a quella che arriva nei supermercati», spiegano i legali, «senza considerare invece che subisce dei trattamenti imposti dalla legge. In relazione al miscelamento, tra il 30 e il 60 per cento, con l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga, si sottolinea che non è stato mai fatto accesso alla sorgente Fiuggino, che attualmente è chiusa. La società», chiariscono infine gli avvocati, «è titolare della concessione e delle autorizzazioni per imbottigliare con l’acqua Fiuggino, documenti che non sono stati intaccati dal provvedimento giudiziario». I legali inoltre hanno fatto sapere che «la Regione il 15 febbraio scorso, con un verbale, ha accertato che la sorgente Fiuggino è idonea agli usi industriali per la portata dell’acqua e che non esiste alcuna condotta abusiva». (p.g.)
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