Santa Croce, si sblocca la rinascita

Arriva l’intesa con i proprietari degli alloggi. Colonna: può partire la ricostruzione
L’AQUILA. C’è una luce, seppure ancora fioca, per la rinascita dell’area, dentro le mura storiche dell’Aquila, che corre lungo via Arco di Santa Croce, a destra scendendo. Parte di quella zona, nei pressi della chiesa e della porta di Santa Croce, dovrebbe essere interessata da una riqualificazione che vede al centro la “riscoperta” dell’anti-Porta Barete (progetto che sulla carta già esiste ma di cui si sono perse le tracce). La notizia è che davanti a un notaio i proprietari degli appartamenti che prima del sisma abitavano lungo via Arco Santa Croce hanno messo ordine nel ginepraio burocratico che da anni bloccava la ricostruzione. Va detto che nel tempo molti inquilini, pur di riavere in tempi “umani” un tetto, hanno scelto la strada della permuta o della casa equivalente, mentre l’obiettivo del Comune è stato quello di liberare dalle costruzioni lo spazio che dovrebbe servire ad attuare il progetto anti-Porta Barete. In poche parole dei 5 palazzi che erano lungo la via ne verranno ricostruiti 3: il 15 e il 19 saranno accorpati, il 31 non sarà ricostruito, il 33 e il 29 saranno rifatti ma in una posizione e con sagome leggermente diverse. Il Comune diventerà proprietario di diversi appartamenti che ha deciso comunque di riedificare e tenere per sé.
A dare notizia «dell’atto di cessione e riassegnazione delle aree nell’ambito del progetto unitario di ricostruzione Santa Croce» è stato l’assessore alle Opere pubbliche Vito Colonna che ha detto: «Dopo una lunga trafila burocratica è giunto finalmente a compimento un passaggio importante per molti cittadini e per l’amministrazione comunale. La stipula dell’atto consentirà, infatti, l’avvio del procedimento di ricostruzione dei fabbricati ricompresi nel progetto unitario Santa Croce. Rivolgo un ringraziamento particolare ai tecnici degli uffici comunali di riferimento per il prezioso lavoro svolto e ai cittadini per la disponibilità dimostrata in questi anni», ha concluso l’assessore. Nell’atto notarile si legge che «il Comune dell’Aquila ha acquisito la proprietà integrale di due edifici che non saranno riedificati, nonché alcune porzioni dei restanti edifici, che saranno riedificati, con delocalizzazione dei siti nei lotti così come individuati dagli strumenti di ripianificazione». Presto una intesa simile ci sarà anche per la zona di Porta Lauretana dove si prevede la non ricostruzione di edifici per i quali i proprietari hanno optato per la permuta.

