Santa Lucia, fondi per la discarica

22 Dicembre 2022

L’impianto abusivo sarà bonificato: il municipio pronto a investire 450mila euro

SULMONA. Dopo vent’anni di processi e polemiche la mega discarica abusiva di Santa Lucia sarà finalmente bonificata. Lo ha annunciato il Comune nella sua pagina social, affermando che potranno partire gli interventi per il sito che si trova tra le frazioni di Fonte d’Amore e delle Marane. Con una delibera la giunta del sindaco Gianfranco Di Piero ha approvato mercoledì il progetto definitivo di 450mila euro redatto dall’ingegnere Giuseppe Antonio Di Cesare, per bonificare l’intera area. Gli uffici incaricati procederanno speditamente con i prossimi passaggi, riguardanti la richiesta di un mutuo alla Cassa depositi e prestiti, la redazione del progetto definitivo e la gara di appalto dei lavori, prevista per la primavera del 2023.
Un intervento che il Comune era obbligato a fare dopo le numerose decisioni dei giudici del tribunale di Sulmona che, nel corso degli anni, avevano intimato al Comune di procedere con la bonifica della discarica nonostante la responsabilità fossero di altre persone. E precisamente dei rappresentanti legali di una ditta creata ad hoc, poi dichiarata fallita. Infatti già dal 2012 il Comune, sollecitato dalle proteste dei cittadini che chiedevano la bonifica della discarica in quanto poteva causare l’inquinamento delle falde acquifere e dei terreni circostanti, aveva provveduto a inserire in un programma triennale l’impegno a bonificare l’area.
Impegno che prevedeva una spesa di circa un milione e mezzo di euro e che finora era stato disatteso lasciando intatte la discarica e la condizione di disagio e di rischio che vivono i residenti nella contrada Santa Lucia. Della vicenda si occupò nel 2017 anche il parlamento con il senatore Paolo Arrigoni della Lega, che interessò la commissione d’inchiesta parlamentare sugli illeciti in materia di rifiuti e reati ambientali a occuparsi della discarica di Santa Lucia.
La vicenda va avanti dal 2002, quando vennero lasciate 2.500 tonnellate di rifiuti speciali di ogni tipo, arrivati dal napoletano, con la scusa di utilizzare materiale per alimentare una centrale di energia di un’azienda agricola. Rifiuti che sono stati scaricati e ammucchiati sul terreno senza nessuna protezione mettendo rischio le falde acquifere dei numerosi pozzi della zona per oltre vent’anni.