Santilli esclude l’aiuto a Di Piero: «Coalizione debole e fallimentare»

Segnale del consigliere, firma il documento dell’opposizione e congela il passaggio in maggioranza: «Il cambiamento sbandierato da questa amministrazione non c’è stato, ora il sindaco si regge da solo»
SULMONA. Bruno Di Masci pone il veto al passaggio del suo alleato Luigi Santilli in maggioranza. E lo stesso consigliere, dopo giorni di silenzio, firma una nota dell’opposizione e lancia accuse all’amministrazione in carica. Segnale eloquente: non sarà la stampella salva-maggioranza che il sindaco Gianfranco Di Piero cercava.
«NIENTE MIGRAZIONI»
È secco il «no» dell’ex sindaco Bruno Di Masci al passaggio del consigliere Santilli dalla sua lista alla maggioranza. L’ex amministratore e ideatore della compagine che ha sostenuto il candidato a sindaco Andrea Gerosolimo, oggi consigliere di opposizione, non intende contribuire alla salvezza di Di Piero e dei suoi. «Non siamo disposti a sostenere in alcun modo la maggioranza», chiarisce Di Masci, «il nostro gruppo non intende dare il via libera al passaggio di Santilli in maggioranza. Anzi, se lo farà saremo costretti a cacciarlo». Nei giorni scorsi era stata paventata l’ipotesi di un possibile rafforzamento della maggioranza da parte del consigliere Santilli. Il suo passaggio avrebbe garantito a Di Piero i numeri per governare, dopo i recenti addii dei coniugi Maurizio Proietti e Caterina Di Rienzo. «Ho letto dai giornali di questa novità», conclude Di Masci, «voglio precisare che non ha la mia firma e che se dovesse andare in porto sarà esclusivamente una scelta autonoma del consigliere Santilli».
L’OPPOSIZIONE: FALLIMENTO
Il passaggio della consigliera Di Rienzo nel gruppo misto ha scosso l’opposizione. Che parla di fallimento. Tra i firmatari della nota anche Santilli. «La recente decisione della consigliera Di Rienzo di abbandonare il gruppo di Sulmona libera e forte, e conseguentemente la maggioranza che amministra la città, produce il fallimento dell’esperienza politico-amministrativa della coalizione guidata da Di Piero, che si era presentata alle elezioni come quella del cambiamento», precisano i consiglieri Franco Di Rocco, Andrea Gerosolimo, Antonietta La Porta, Vittorio Masci, Maurizio Proietti, Luigi Santilli e Salvatore Zavarella, «lo sbandierato cambiamento ha, a oggi, prodotto solo instabilità e indebolimento dell’azione amministrativa, frenata da continui dissidi interni. E se da un lato abbiamo assistito, qualche tempo fa, all’abbandono della capogruppo del Partito democratico (Teresa Nannarone, ndc) che, lasciata la forza politica di appartenenza si è trasferita armi e bagagli nel gruppo di Sulmona libera e forte, assumendo anche qui il ruolo di capogruppo, un vero record, dall’altro è seguita la fuoriuscita del consigliere Proietti, che ha abbandonato i banchi della maggioranza per passare alla opposizione. Ora identico percorso fa la consigliera Di Rienzo, producendo pesanti, ingiustificati e volgari attacchi alla sua persona da parte del disperato Partito democratico, la cui dirigenza non reagì con altrettanta veemenza allorquando fu il proprio capogruppo a salutare». Secondo i consiglieri di opposizione, quindi, la scelta della consigliera Di Rienzo «segna la fine dell’esperienza politica dell’amministrazione Di Piero, postosi a capo di una coalizione spuria, che univa partiti di centrosinistra e movimenti civici, fino a persone lontane politicamente da detti partiti, che avevano creduto in un progetto diverso e in un operare diverso che le avrebbe coinvolte (e non ci riferiamo solo agli eletti). Questa amministrazione a oggi ha prodotto pochissimo e la delusione e rassegnazione dei cittadini è palpabile. Al fallimento amministrativo segue un fallimento politico, con la anomalia, numeri alla mano, che il sindaco finisce con il reggersi da solo, cioè con il suo voto in consiglio comunale. È un segno di palese instabilità che non giova all’azione di governo e della quale tutti debbono responsabilmente prendere atto». Nel pomeriggio è atteso un altro incontro a palazzo San Francesco per la verifica di maggioranza. Ma i venti di crisi soffiano sempre più impetuosi.
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