Santilli: il Comune ha agito con coscienza

13 Agosto 2018

Il sindaco interviene sui soldi al Celano calcio: il rendiconto doveva essere fatto dalla società sportiva

CELANO. In merito alle indagini sui soldi al Celano calcio, dopo la replica di ieri del consigliere Filippo Piccone, sulla vicenda interviene il sindaco di Celano, Settimio Santilli.
«Bisogna specificare anzitutto che si tratta di un invito a dedurre da parte della Corte dei conti, attraverso la Guardia di finanza, per i contributi che furono erogati nelle stagioni 2013/14 e 2014/15, che non vedevano come presidente della società di calcio Ermanno Piccone, ma altri soggetti, secondo una apposita convenzione stipulata con la società sportiva per la gestione degli impianti sportivi: Fabio Piccone e ex Campo Bonaldi».
«Guardia di finanza che non si è resa protagonista di alcun blitz», aggiunge Santilli, «ma è stata ricevuta nelle persone di due finanzieri, dal sindaco nel suo ufficio per la notifica degli atti, durante la quale si è avuto un sereno scambio di opinioni, oltre ad avere dei primi chiarimenti. I controlli, infatti, sono scattati a seguito di diversi esposti partiti da amministratori dell’allora consiglio comunale. Abbiamo tempo ora 45 giorni per far valere le nostre ragioni, che erano le stesse per le quali la medesima convenzione fu stipulata molti anni fa giustamente anche da altre amministrazioni».
«Contributi che non dovevano di certo essere rendicontati dagli amministratori chiamati ora a risponderne della corretta erogazione», prosegue il primo cittadino, «ma da parte delle stesse società sportive che li hanno utilizzati. Rendicontazioni che sono state più volte sollecitate dagli uffici comunali preposti anche nel passato e sui quali, qualora emergessero delle incongruenze, come fatto rilevare dalla stessa Corte dei conti che ha iniziato i dovuti controlli già da diverso tempo, l’ente si riterrà parte lesa e agirà secondo la normativa di legge nei confronti di chi si è reso protagonista di una mala gestio di denaro pubblico».
«L’obiettivo dell’amministrazione, è bene precisarlo», sottolinea il sindaco di Celano, «non fu solo quello di mantenere gli impianti in uno stato decoroso per le attività sportive, ma anche di salvaguardare la parte sociale, visto che la scuola calcio, ancora in attività, conta 200 bambini – non solo locali – che svolgono anche attività ricreative, oltre che sportive. All’epoca dei fatti», precisa Santilli, «in piena crisi economica, vi era il forte rischio della non iscrizione della società al campionato e che il titolo sportivo, non solo a Celano, ma in tutte le città d’Italia, ritornava nelle mani del sindaco e, dunque, dell’amministrazione, che avevano il dovere di adoperarsi per evitare tale situazione. Gli amministratori coinvolti nella vicenda, dall’ex sindaco Piccone all’attuale, il sottoscritto, allora assessore, come anche Di Loreto, Piperni, Ciciotti, Bonaldi e Frigioni, hanno agito da sempre per queste ragioni in buona fede, con coscienza e sono queste che saranno fatte valere nelle sedi opportune».