Santo Stefano, fiera per 15mila: così la città ritrova la tradizione

Dopo due anni, oltre 140 banchi tornano a invadere il centro. Ma nebbia e freddo frenano le presenze Commercianti divisi, alcuni lamentano scarsi incassi. L’assessore Verdecchia: «Un evento riuscito»
AVEZZANO. Quasi 15mila persone tra le vie del centro di Avezzano per la tradizionale fiera di Santo Stefano. Dopo uno stop di tre anni a causa della pandemia, la manifestazione ha richiamato migliaia di visitatori dalla città e dai vicini comuni della Marsica. Ma un po’ meno rispetto alle previsioni. Sono stati 140 gli stand che hanno occupato l’area del centro cittadino, tra piazza Torlonia e piazza Risorgimento. A catturare l’attenzione dei visitatori, i 40 espositori di cibo di strada con specialità di tutte le regioni. Non sono mancate altre attrazioni, come i mercatini settoriali della Cidec, con prodotti artigianali e altre curiosità, e quello organizzato dalla Ep Commercio, con quindici banchi con prodotti tipici locali. Molti gli espositori provenienti da fuori Abruzzo.
NEBBIA E FREDDO
«La nebbia fitta e le difficili condizioni climatiche non hanno aiutato, ma possiamo ritenerci soddisfatti per la riuscita dell’evento», ammette Roberto Verdecchia, assessore con delega al Commercio. «La fiera di Santo Stefano mancava da tre anni e questa era un’edizione importante per garantire un ritorno alla normalità e alla socialità. Una ripresa per tutti», aggiunge Verdecchia, «nonostante la latente presenza del Covid e una guerra che non sembra voglia dare serenità all’Europa e al mondo intero». Gli stand sono stati distribuiti lungo via Mazzini nel tratto da piazza della Repubblica a via Diaz; su via Corradini, da via Garibaldi e via Di Gianfilippo; in piazza della Repubblica; in via Pagani, nel tratto tra via Corradini e via Diaz, e in via Cataldi, tra via Corradini e via Sauro.
AMBULANTI DIVISI
Tra gli espositori si tirano le somme a fine giornata. Per Nicola D’Angelo, dal suo banco in via Mazzini, è stata «una fiera riuscita, sia sotto il punto di vista organizzativo che per la risposta di pubblico». «Peccato per il freddo», si rammarica, «altrimenti avremmo avuto ancora più persone». «L’importante», chiosa, «era però ripartire con questa fiera così importante dopo tre anni di pausa». A qualcun altro, invece, è andata peggio: «L’incasso è stato molto più basso rispetto agli anni passati, tutta colpa della nebbia e del freddo», si sfoga un artigiano di Tagliacozzo mentre sistema il banco e rimette in borsa i prodotti invenduti. «Non c’è stata la risposta che ci aspettavamo, così è dura. Con questo freddo, le persone hanno preferito rimanere in casa».
SICUREZZA
Impegno massiccio da parte della polizia locale, sotto gli ordini del comandante Luca Montanari. Tutto è filato liscio sotto il profilo della sicurezza: oltre trenta agenti hanno monitorato l’intera area della fiera dalle 6 fino alle 24. «Abbiamo svolto un controllo capillare della fiera, inizialmente per liberare le aree dai veicoli in sosta vietata, per poi proseguire sul fronte della sicurezza con il controllo dei piani di safety, passando quindi alla prevenzione dei reati (soprattutto quelli di furto con destrezza, ndc), alla protezione contro le pratiche commerciali scorrette e l’abusivismo, ormai praticamente debellato, e al controllo della viabilità nelle strade limitrofe», spiega il comandante Montanari. «Possiamo stimare un numero di visitatori superiore alle 15mila unità», aggiunge, «e tutto si è svolto in modo regolare».
VIGILANZA
Un ulteriore fronte di controllo è stato assicurato dal sistema di videosorveglianza comunale, grazie al quale gli operatori della centrale radio operativa della polizia locale hanno potuto monitorare in tempo reale i principali spazi di aggregazione come piazza Risorgimento e piazza della Repubblica.
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