Santogna, nuova battaglia Leonessa contesta i confini

L’AQUILA. La pace che regna tra i boschi di Santogna non sembra foriera di nuove battaglie tra i Comuni di Leonessa e L’Aquila. Venti di guerra che pure tornano a profilarsi, per ora sul terreno di...
L’AQUILA. La pace che regna tra i boschi di Santogna non sembra foriera di nuove battaglie tra i Comuni di Leonessa e L’Aquila. Venti di guerra che pure tornano a profilarsi, per ora sul terreno di Facebook, poi chissà, circa la proprietà e la destinazione di quel luogo ameno al confine tra le province dell’Aquila e di Rieti che dopo una lunga contesa a colpi di carte bollate è stato assegnato definitivamente al capoluogo abruzzese. Una sorta di enclave aquilana nel Reatino. A scatenare di nuovo la bagarre per il controllo di quell’area (ricca di sorgenti, boschi e pascoli) è il sindaco di Leonessa Paolo Trancassini. Fino al 1927 quel Comune, con altri dell’Alta Sabina e dell’Alta Valle del Velino, apparteneva alla Provincia dell’Aquila. Ma Leonessa, che nel 2008 lanciò persino un referendum per passare dal Lazio all’Umbria (ma non fu raggiunto il quorum), adesso lancia strali contro L’Aquila. Il sindaco di Leonessa dice di aver fatto preparare un’ordinanza per togliere la sbarra fatta sistemare dal Comune dell’Aquila per impedire l’accesso ad agricoltori e allevatori locali. Un’ordinanza di rimozione annunciata attraverso una lettera che Cialente dice di non aver ricevuto. «L’ho letto su Facebook, dice il sindaco. «Non mi sembra possibile chiedere la rimozione di una barriera di un accesso privato. Anzi, di un esproprio collettivo, come quello che è stato con sentenza riconosciuto agli aquilani, in particolare ai residenti del centro storico che lì possono esercitare vari diritti tra cui quello di legnatico. Se esiste quest’ordinanza dovremo opporci ad essa. Sono disponibile a incontrare il sindaco di Leonessa, paese dov’è nato mio nonno. E all’incontro dovranno esserci i presidenti delle regioni Abruzzo e Lazio per studiare il modo di preservarlo e mantenerlo. La sbarra non impedisce l’accesso pedonale per chi vuole godersi il paesaggio, ma per gli altri usi bisogna considerare per primi i cittadini aquilani. Questa vicenda, dopo i pasticci del centrodestra, si è risolta e quindi non credo sia il caso di rialzare le barricate. Santogna è nostra».(e.n.)
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