Sara Luce e Federico, i resistenti scelti per il corteo della rinascita

La storia di due giovani scampati alla furia del sisma: quella bimba ferita oggi è la Dama della Bolla Al suo fianco il Giovin Signore laureando e musicista: «Riportiamo la città dove merita di stare»
L’AQUILA. Sara Luce e Federico, 17 e 24 anni, aquilani. Le loro storie si intrecciano la notte del 6 aprile 2009. Non si conoscono, ma diventeranno due dei volti simbolo della tragedia. Nell’edizione 725 della Perdonanza Celestiniana, quella che celebra anche il decennale del sisma, saranno i protagonisti del corteo storico della Bolla del Perdono, uno dei momenti più significativi delle manifestazioni in onore di Celestino V. Sara Luce indosserà l’abito più ambìto, quello della Dama della Bolla, e Federico le sarà accanto nelle vesti del Giovin Signore. Saranno emozionati, quando sfileranno tra due ali di folla. Doneranno emozione, a chi li guarderà negli occhi. E trasmetteranno energia, resistenza, fiducia nel futuro.
«La Perdonanza del decennale è giovane», ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi nel presentarli alla città, «ed è la 715ª più 10. È la Perdonanza che, pur nel dolore, abbiamo cresciuto come un figlio. Per questo, nello speciale 2019, sono i figli dell’Aquila, i protagonisti. Sono i testimoni della spensieratezza macchiata, ma anche quelli dell’energia pura che non ci ha mai lasciato. Della tenacia, della resistenza e di un obiettivo guadagnato. Per questo abbiamo voluto Sara Luce e Federico. Abbiamo voluto fortemente che fossero loro. Attraverso questi due figli che continuano a scegliere L’Aquila, la comunità perpetua le sue radici, non rinnega il suo passato e, piuttosto, lo cementifica e ne fa memoria».
Una Perdonanza che si rinnova, mantenendo saldi i punti cardine. Lo scorso anno la prima svolta, con la scelta simbolica come Dama della Bolla della campionessa paralimpica Paola Protopapa, romana d’origine, ma aquilana d’adozione. Quest’anno un altro segnale forte. Sara Luce Cruciani frequenta il primo anno di elementari quando il terremoto devasta la sua vita e quella della città. La foto che la ritrae ferita accanto alla madre fa il giro del mondo e diviene l’immagine della resistenza. Ora studia all’Itis, indirizzo economico turistico, ed è appassionata di breakdance. Federico Vittorini, figlio del medico ed ex consigliere comunale Vincenzo, la notte del 6 aprile perde la mamma e la sorellina nel crollo della casa di famiglia. Oggi è studente di Filosofia e teoria dei processi comunicativi dell’Università dell’Aquila e sta lavorando al suo secondo album da musicista. Due ragazzi normali, con una storia alle spalle che li rende speciali.
«Quando ho saputo di essere stata scelta per vestire i panni della Dama della Bolla», ha raccontato Sara Luce, «sono rimasta incredula, commossa. Penso sia un ruolo anche più grande di me e mi auguro di esserne all’altezza. Spero che la comunità aquilana mi ritenga tale e mi sostenga. Nell’anno del decennale, poi, è come se si avverasse un sogno. Da bambina non perdevo mai il corteo: guardavo incantata sfilare i figuranti e mai avrei pensato che un giorno il compito più importante sarebbe stato affidato a me. So che sono stata scelta perché sono una testimone del nostro evento più drammatico, ma anche della vita che non si è fermata». Un concetto, quello del “non fermarsi”, incarnato anche da Federico: «Essere Giovin Signore, quest’anno», ha affermato, «assume ancor più valore, perché nel 2019 cade il decennale del sisma, evento catastrofico, che mi ha tolto molto e ha tolto molto alla nostra comunità. Questa sarà un’ulteriore occasione per mettere ancor più da parte la compassione, la pietà e il dolore: tutti sentimenti che non hanno mai riguardato da vicino la mia crescita. Sarà il modo per proiettarci verso un futuro più roseo, che riporti la città dove merita di stare. Sarà l’opportunità di guardarsi dritti negli occhi e sorridere, ricordare e fare memoria, il più prezioso tra i tesori, senza fermarsi».
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