Sassi contro i volontari: giallo nel bosco

Presunti incendiari scoperti durante una perlustrazione notturna ad Arischia: scattano indagini interforze per individuarli
L’AQUILA. I volontari che l’altra notte stavano presidiando la montagna di Arischia, nella zona di Monte Omo, contro l’incursione di possibili piromani, sono stati presi a sassate. Un fatto davvero inquietante sul quale si indaga.
LE SASSATE. L’aggressione c’è stata intorno all’una, nella notte tra mercoledì e giovedì, quando i volontari dei gruppi della Pro loco di Coppito e Pivec, (operativi sotto l’egida della Protezione Civile), che stavano regolarmente perlustrando l’area già incendiata per prevenire ritorni di fiamma e, per l’appunto, evitare gesti di sconsiderati, sono stati oggetto di lanci di sassi. Solo il caso ha evitato che qualcuno fosse colpito. Si trattava di pietre anche abbastanza grandi, infatti una di queste è finita contro un guardrail e lo ha danneggiato: meglio non immaginare cosa sarebbe successo qualora fosse stato colpito uno dei volontari. Questi, a loro volta, non si sono persi d’animo, e hanno cercato di bloccare o almeno, individuare i responsabili, ma non è stato possibile. Due le ragioni: prima di tutto l’oscurità che ha reso difficile l’orientamento, ma soprattutto il fatto che chi ha lanciato i sassi doveva conoscere bene la zona essendosi dileguato in modo fulmineo senza la possibilità di un inseguimento.
LE INDAGINI. I volontari, ovviamente, hanno subito raccontato tutto alle forze dell’ordine e sul caso sono in corso delle indagini da parte del nucleo interforze che segue il caso con il coordinamento della Procura della Repubblica tramite il pm Guido Cocco. Le indagini sono complesse e non è nemmeno facile capire quante persone abbiano lanciato i sassi. Da quanto è stato possibile capire, ma anche dal numero dei sassi tirati, non si può nemmeno escludere che ci fossero più aggressori secondo una prima valutazione fatta dalle persone presenti.
L’episodio, ovviamente, contribuisce a rafforzare l’ipotesi che dietro agli incendi che hanno devastato le montagne aquilane ci sia non tanto un piromane ma una vera regia di incendiari. E la presenza degli intrusi è possibile collegarla al tentativo di appiccare un altro incendio in piena notte con poche possibilità di fronteggiarlo nell’immediato, con danni enormi. Di lì la reazione scomposta con il lancio dei sassi all’indirizzo di coloro che, con la loro presenza, hanno fatto saltare l’ennesimo piano incendiario. Ovvio che la ricerca per individuare i responsabili non potrà prescindere dal fatto che la conoscenza dei luoghi è spesso patrimonio di gente del posto.
MONTE PETTINO. Ma la giornata di ieri è stata caratterizzata da un lavoro durissimo dei vigili del fuoco anche a Monte Pettino, dove, fin dalle prime ore del mattino, sono stati visti volteggiare i Canadair e gli elicotteri. In serata le fiamme sono state domate, ma solo per poco. Infatti verso le 20,30 di ieri, come confermato dagli stessi vigili del fuoco, le fiamme hanno ripreso con un certo vigore a Pettino e sono state mobilitate altre due autobotti. Un ritorno di fiamma contenuto, ma di certo inatteso. «Non si può abbassare la guardia. Nelle ore più calde della giornata, o anche a causa del vento, il fuoco può ripartire». Questo il commento di Silvio Liberatore, dirigente della Protezione Civile della Regione.
AREA SUBEQUANA. In Valle Subequana si sta bonificando il territorio interessato dall’incendio, risalente a due giorni fa, nella pineta tra Molina Aterno e Acciano. Anche in questi casi si ipotizza il dolo alla base dei roghi. In aiuto dei vigili anche alcuni agricoltori del posto, e operatori della Comunità montana sirentina e del Comune di Fontecchio. Sui diversi fronti sono attualmente in attività ben quaranta volontari di Protezione Civile regionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

