Saviano, il Ministero chiede le carte

24 Settembre 2019

Festival degli incontri, Levi (Editori) e Di Paolo (scrittore) contro il sindaco

L’AQUILA. Le parole pronunciate dal sindaco Pierluigi Biondi alla festa di Fratelli d’Italia “Atreju” («Non voglio Saviano e Zerocalcare perché L’Aquila è una città nobile, aristocratica e non merita questo genere di cose»), provocano la reazione del presidente dell'Associazione italiana editori (Aie), Ricardo Franco Levi. «Non si può pensare di contrastare le idee con la censura preventiva.
«Come editori», scrive Levi, «ribadiamo i princìpi che ci guidano: libertà di pensiero, di espressione e di edizione. Le idee si combattono con altre idee e i libri sono fatti per alimentare un confronto d'idee e di passioni».
La presa di posizione del sindaco continua a far discutere, questa volta però più a livello nazionale che locale. Oltre al presidente dell’Aie, sulle pagine di Repubblica ieri è intervenuto anche il giovane scrittore Paolo Di Paolo, che con il libro “Mandami tanta vita” (Feltrinelli), è stato finalista al Premio Strega 2013. «Chiunque organizzi un festival», scrive Di Paolo, «sa che bisogna fare i conti con molte cose, conti non soltanto economici. Il problema non è quasi mai di natura “nobile”», aggiunge nel suo intervento, facendo riferimento alle parole di Biondi che da Atreju aveva definito L’Aquila “città nobile e aristocratica”. «Calcolo politico, prudenza, semplice idiosincrasia», prosegue lo scrittore nel suo articolo, «fare il programma di un evento culturale comporta scelte intellettuali e non può tradursi in trattativa compromissoria con gli umori della politica locale. Un bando di proscrizione è tutto fuorché nobile e plurale, caro sindaco», dice Di Paolo rivolgendosi a Biondi. «I fondi non sono comunali, e forse pensare davvero all’Aquila c’entra poco con le liste nere». Intanto sulla vicenda si muove anche il ministero. Dagli uffici del Mibac è partita una richiesta di documentazione inviata al Comune. Richiesta del direttore generale dello Spettacolo dal vivo, Onofrio Cutaia ed è approdata sulla scrivania della segretaria generale del Comune Alessandra Macrì.
C’è attesa per la risposta del ministro Dario Franceschini alla lettera di Biondi, in cui quest’ultimo ha chiesto al titolare dei Beni culturali, in sostanza, di poter gestire direttamente i 700mila euro stanziati dal Mibac per il festival, «viste le inadempienze della direzione artistica». Il sindaco ha chiesto alle associazioni culturali la disponibilità a prestare la loro competenza per realizzare un nuovo calendario. (m.g.)
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