Savina riapre i negozi della Benetton

25 Agosto 2017

L’imprenditore: «Basta pessimismo, credo nelle possibilità di Avezzano. Ma per il futuro ci vuole una zona pedonale»

AVEZZANO. Benetton 012 ha riaperto in via Corradini. Il marchio per gli adulti, invece, tornerà nel centro di Avezzano entro la prima settimana di ottobre. È stato di parola l’imprenditore Berto Savina, l’avezzanese che a Cuba, con la sua ItalSav, rappresenta i marchi dell’abbigliamento Carpisa, Yamamay e, per l’appunto, Benetton.
Savina, a fine febbraio, aveva annunciato la volontà di far tornare a vivere le vetrine delle due storiche attività, precedentemente gestite da Raniero Tantalo. «Basta pessimismo, credo nelle possibilità commerciali di Avezzano», sottolinea l’imprenditore Savina, che in città gestisce altri due punti vendita, uno per la bigiotteria e l’altro di giocattoli. «E come me ci hanno creduto altri gruppi», riprende Savina, «come ad esempio McDonald’s che ha investito ad Avezzano o l’altra catena di ristorazione Old Wild West che aprirà nei locali di Sterpetti, sempre in via Roma. E all’angolo tra via Corradini e via Cataldi tornerà anche Intimissimi. Le possibilità per investire ci sono, basta organizzarsi e guardare al futuro con una diversa capacità di intervento».
L’imprenditore Savina, al contrario di tanti colleghi, torna a sponsorizzare la causa della zona pedonale nel centro di Avezzano. «Se vogliamo tornare a essere competitivi nel centro della città», sostiene, «non si può non pensare alla realizzazione di una zona pedonale attrezzata, l’unico modo per invogliare le persone a passeggiare in centro. La nuova amministrazione comunale deve avere capacità e volontà per guardare al futuro in modo diverso. Sono convinto che sempre più negozianti la pensano come me. Anche la storia del caro-affitti va riscritta, perché a mio avviso i costi per le attività commerciali si sono livellati e sono giusti».
In questi giorni ha fatto parecchio discutere la scelta dell’imprenditore Sandro Ciccone di chiudere la sua storica macelleria in via Corradini. Attività che per 36 anni ha rappresentato un punto di riferimento. «Siamo costretti a chiudere la nostra attività per la pressione fiscale esercitata da uno Stato che non ci permette di lavorare come vorremmo»: questa la motivazione che Ciccone ha affidato a un avviso sulla vetrina della macelleria. «Prima si riusciva ad andare avanti, adesso con il 70% delle tasse applicate sul nostro reddito non ci si riesce più», ha precisato il commerciante.
Decisione che ha scatenato una serie di reazioni in città, dove molti commercianti hanno denunciato di essere stritolati dalla pressione fiscale (secondo la Cna ad Avezzano è del 63% e in pratica un’attività lavora fino al 5 agosto per pagare le tasse, mentre da questa data in poi c’è il possibile guadagno).
Anche l’imprenditore Savina dice la sua sulla vicenda. «Conosco di nome Ciccone perché è uno storico commerciante di Avezzano», sostiene Savina, «quello che lui afferma è vero, ma questo è un problema nazionale e non solo della città di Avezzano. Bisogna cercare di ridurre il più possibile i costi di gestione e puntare su attività che non sono presenti nei centri commerciali. E, non mi stancherò di ripeterlo, occorre una seria riqualificazione del centro».
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