Sbagliano autobus, multati gli studenti

27 Febbraio 2019

L’ira dei genitori dei ragazzi dell’Itis: «Sanzionati nonostante l’abbonamento. La colpa? Saliti sul mezzo per futuri ragionieri»

PRATOLA PELIGNA. Studenti dell’Itis salgono sul bus navetta riservato agli allievi dell’istituto per ragionieri e si beccano una multa da 200 euro. Un trattamento che ha fatto scattare le proteste da parte dei genitori. Le sanzioni sono state emesse dai controllori che fanno servizio sugli autobus che collegano Sulmona all’istituto tecnico commerciale di Pratola Peligna. A riportare a casa l’oneroso verbale sono stati alcuni studenti del Tecnico industriale che hanno scambiato il bus navetta, riservato ai futuri ragionieri, per il proprio.
Quest’ultimi, infatti, da qualche anno sono stati trasferiti a Pratola e per questo il Comune di Sulmona, ha messo a loro disposizione e gratuitamente il collegamento per la scuola ospitata nella sede dell’Itis, svolto da uno specifico servizio navetta. Proprio su questo bus, però, per sbaglio sono saliti gli studenti che frequentano l’Itis che, invece, pagano la corsa.
«I ragazzi hanno l’abbonamento e gli autobus, distinti solo per la scritta luminosa sul frontale, effettuano la stessa corsa partendo anche allo stesso orario», lamenta Roberto Cianfaglione il papà di uno dei ragazzi multati. «Credo che una multa così pesante poteva essere evitata facendo ricorso al semplice buonsenso, anche perché i giovani erano in regola avendo abbonamenti e biglietti. Così, però, non è stato e ora dobbiamo pagare una multa salata oltre al costo dell’abbonamento. I nostri ragazzi», conclude Cianfaglione, «non avrebbero potuto ottenere alcun vantaggio dall’essere saliti sul bus navetta considerato che i mezzi fanno lo stesso percorso. Quindi hanno solo fatto un errore nello scegliere l’autobus, tra l’altro identico a quello ordinario, ma questi aspetti non sono stati presi in considerazione dal personale addetto al controllo». Non è la prima volta che i ragazzi che si recano all’Itis vengono multati per esser saliti sull’auto sbagliato. Da qui le proteste e le richieste, per il futuro, di una maggiore comprensione.
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