Sbarca a New York l’opera curata da Zimei

Lo studioso aquilano ha ricostruito il libretto di “L’Ape Musicale” che debuttò al Park Theatre nel 1830
L’AQUILA. Trasferta newyorkese per una produzione del Teatro lirico di Cagliari. La prima opera italiana concepita e allestita negli Stati Uniti da Lorenzo Da Ponte (che debuttò al Park Theatre il 20 aprile 1830) “L'Ape Musicale” va in scena il 15 e 17 ottobre alla Rotunda della Low Memorial Library della Columbia University di New York, nella versione curata dal musicologo aquilano Francesco Zimei, il quale ha ricostruito il libretto attraverso un accurato esame comparativo delle fonti, basate principalmente sulla produzione di Rossini. Si rafforza così il legame musicale Italia-Usa nell'ambito del progetto di internazionalizzazione e innovazione delle produzioni che si fregia in questo caso del contributo di Zimei, musicologo apprezzato in tutto il mondo. «La trama», afferma Francesco Zimei, «ruota attorno alle vicende di una compagnia italiana approdata nelle Isole Fortunate – l’odierna Manhattan – in cerca del sospirato successo artistico ed economico. Ne fanno parte il tenore Narciso, il poeta Mongibello e il vecchio impresario Don Nibbio, i quali ingannano il tempo aspettando lo sbarco di colei che dovrebbe risollevare le sorti della loro magra esistenza: Lucinda, una giovane cantante veneziana di belle speranze ma con poca esperienza di palcoscenico. Il problema più grande è che in quella parte del mondo non c’è ancora consuetudine con la musica italiana, mancano cioè compositori e materiali per poter andare in scena. Mongibello propone allora di scrivere un pasticcio, ossia un dramma nuovo che riesca tuttavia a incorporare le arie e i cori che ciascuno di loro ha già in repertorio. Frattanto Lucinda è già in albergo, e l’unica persona con cui riesce a conferire è l’inglese Don Canario, il vecchio maestro di musica del luogo, che peraltro di opera italiana non ne vuole affatto sapere. Quando avviene l’incontro con il resto della compagnia Don Nibbio, Mongibello e Narciso realizzano che Lucinda ha portato con sé dall’Italia solo del repertorio serio, mentre l’unica possibilità di avere successo è allestire uno spettacolo buffo. Seguono vari tentativi dei tre di persuaderla a cambiare programma finché ella non si decide spontaneamente a provare il famoso Rondò della Cenerentola di Rossini».
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