Scagionato impiegato di Banca Etruria
Il giudice esclude la truffa: «Il cliente era informato sui rischi dell’obbligazione»
L’AQUILA. Il gip del tribunale ha archiviato la denuncia per truffa nei confronti di un dipendente bancario di un cliente di Banca Etruria che aveva acquistato obbligazioni subordinate, il cui valore è stato azzerato dalla risoluzione della banca. Ne dà notizia il sindacato First Cisl secondo cui il giudice Giuseppe Romano Gargarella ha disposto l’archiviazione nella causa intentata nei confronti del dipendente di Banca Etruria, difeso dall’avvocato Maurilio D’Angelo, osservando che dalla lettura degli atti si evince come con la sottoscrizione della «scheda titolo» il ricorrente fosse stato edotto «di tutte le indicazioni in essa contenute» e che «avesse potuto avere piena contezza del carattere di subordinazione dell’obbligazione acquistata». «Ancora una volta», è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, «emerge come le responsabilità dei torti subiti dalla clientela non siano da ricercare tra i lavoratori, essi stessi vittime che hanno pagato le dissennate gestioni di alcune banche, ma semmai tra chi ha deciso iniziative che si sono dimostrate disastrose per la clientela, per i dipendenti e per l’intero Paese». «Si tratta», spiega l’avvocato D’Angelo, «del primo caso definitivamente chiuso con un’archiviazione. In particolare, viene riconosciuta l’assenza di artifici e raggiri nella sottoscrizione del prospetto informativo».
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