Scala abbattuta a scuola Conto all’ex sindaco

26 Giugno 2015

SCANNO. Per i lavori di abbattimento della vecchia scala di emergenza della scuola “Romualdo Parente” il Comune chiede indietro i soldi all’ex sindaco Patrizio Giammarco. Riesplode a Scanno la...

SCANNO. Per i lavori di abbattimento della vecchia scala di emergenza della scuola “Romualdo Parente” il Comune chiede indietro i soldi all’ex sindaco Patrizio Giammarco. Riesplode a Scanno la polemica sulla vicenda della scala di emergenza dell’istituto scolastico in viale degli Alpini, che a distanza di anni provoca un nuovo scontro tra vecchi e nuovi amministratori comunali. Il consiglio comunale ha infatti deciso di non riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio contratto dal Comune per la realizzazione della nuova scala in acciaio da parte della ditta “Geina srl” di Mosciano Sant’Angelo per un importo complessivo di 18mila euro e ha dato mandato alla giunta municipale, guidata dal sindaco Pietro Spacone, di avviare ogni azione utile per il recupero delle somme già versate dall’Ente conseguenti alle ordinanze che l’ex sindaco di Scanno emise nel 2009 per la demolizione della vecchia scala. «Le ordinanze assunte dal sindaco dell’epoca Patrizio Giammarco, protagonista indiscutibile di tutta la vicenda che ha portato all’abbattimento della scala dell’edificio scolastico» commenta Roberto Nannarone, consigliere delegato alle finanze municipali «sono viziate, pregiudizialmente, perché emesse da un soggetto senza alcun potere. E non a caso la vicenda della scala, con il suo deprecabile abbattimento avvenuto nell’agosto 2009, muove i suoi primi passi ancor prima delle elezioni comunali dell’aprile del 2008,quando fu montata ad arte una protesta di genitori, che, di fatto, ha causato soltanto gravi danni anche e soprattutto economici per il nostro paese, concorrendo a dissanguare irreparabilmente le casse comunali».

Le polemiche sulla scala di emergenza della scuola di Scanno iniziarono nel 2008, quando essendosi pericolosamente distaccata dalla struttura portante dell'edificio venne dichiarata inagibile dagli ingegneri del genio civile della Regione. Ancora oggi, dopo sette anni, la discussione continua.

Massimiliano Lavillotti

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