Scandalo medicine scadute, 18 indagati

Avvisi di garanzia a primari e caposala dell’ospedale. Sono 130 le scatole sequestrate, alcune vecchie di due anni
AVEZZANO. Primi avvisi di garanzia nell’inchiesta sullo scandalo dei medicinali scaduti all’ospedale di Avezzano.
Dopo il blitz portato a termine dai carabinieri del Nas di Pescara, diciotto persone, tra medici primari e infermieri capisala, sono state iscritte nel registro degli indagati per il reato di somministrazione di medicinali guasti, cioè scaduti. Cinque sono state denunciate nel corso del primo blitz avvenuto il 12 giugno in tre reparti dell’ospedale, tredici nel secondo controllo, il proseguimento di quello precedente, in cui sono stati passati al setaccio altri sette reparti, tra cui quello di rianimazione. Quello della Procura è un atto dovuto in attesa di fare piena luce su quanto accaduto.
L’operazione del nucleo antisofisticazione ha portato al sequestro dei medicinali scaduti – per un totale di circa 130 scatole – molti di questi già pronti per la somministrazione ai pazienti. Il secondo sopralluogo è stato eseguito alla luce di un’indagine della Procura scaturita proprio dopo il primo controllo del 12 giugno. Il procuratore Maurizio Maria Cerrato, titolare dell’inchiesta, ha chiesto un approfondito sopralluogo in tutto l’ospedale. I militari del nucleo antisofisticazioni e sanità di Pescara, agli ordini del capitano Domenico Candelli, hanno eseguito una seconda ispezione che ha fatto venire alla luce un nuovo inaspettato scenario. Il controllo avrebbe infatti fatto emergere nuove irregolarità, sempre per quanto riguarda la presenza di medicinali scaduti. Sarebbero stati trovati perfino nel reparto di rianimazione, nonostante l’allarme scattato nello stesso ospedale, proprio sulla stessa problematica, meno di due settimane prima. Stavolta le confezioni di farmaci su cui si è concentrata l’attenzione del Nas sarebbero state scovate in sette reparti e pare che fossero già pronte per la somministrazione, sui carrelli, nonostante la scadenza indicata sulle scatole. In alcuni casi il termine ultimo per l’utilizzo sarebbe stato superato da uno o due anni.
Per questo motivo nei confronti dei medici e del personale infermieristico dei reparti finiti nel mirino dei carabinieri è scattato l’avviso di garanzia. I controlli dei militari del Nas, negli ultimi mesi, hanno interessato anche altre strutture della regione, e in alcuni casi l’intervento è scaturito dalle segnalazioni di cittadini o pazienti per presunte anomalie strutturali e nei servizi.
Oltre all’inchiesta della Procura marsicana, il direttore generale della Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona, Giancarlo Silveri, ha annunciato l’avvio di un’inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità.
Pietro Guida
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