Scandalo Progetto case sigilli alla piastra 19 a Cese

17 Ottobre 2014

Il provvedimento della Procura segue lo sgombero già ordinato dal sindaco Sequestrati gli ultimi balconi pericolanti a Sassa e Collebrincioni. Pronti 40 avvisi

L’AQUILA. Nella giornata di oggi la maxi operazione della Forestale e della Procura potrebbe avere una prima volta con il passaggio dell’indagine che non sarà più contro ignoti. Nel mirino ci dovrebbero essere alcuni tra gli ex vertici della Protezione civile, collaudatori, manutentori, ditte e qualche funzionario del Comune. Ieri, comunque, la Forestale e i vigili del fuoco hanno provveduto a mettere i sigilli alla piastra 19 del Progetto case di Cese di Preturo dove crollò il balcone. In sostanza dopo il provvedimento di sgombero disposto dal sindaco la magistratura si è mossa di conseguenza. Per cui, in una mezzoretta, la polizia giudiziaria ha messo nastri e sigilli. La gente era davvero preoccupata e il collasso della struttura non sembra affatto un’ipotesi campata in aria. «Meglio così», ha mormorato una signora che abita lì vedendo i forestali in azione, «visto che abito in una casa con il pavimento storto e il frigorifero è incantato come se fosse la Torre di Pisa». E chiaro che adesso lo sgombero di questi edifici subirà un’accelerazione.

Sempre gli stessi forestali e vigili del fuoco hanno poi provveduto a porre i sigilli anche ad altri due balconi (degli ottocento dai quali è vietato affacciarsi) che dovevano essere chiusi secondo l’ordi. Questo è avvenuto nelle new town di Sassa e Collebrincioni.

Quanto allo sviluppo investigativo dell’indagine siamo ormai alla conclusione per quanto riguarda gli avvisi di garanzia che dovrebbero essere una quarantina. I reati sono il crollo colposo, che è l’unico non a rischio per quanto riguarda la temutissima prescrizione, oltre a frode nelle pubbliche forniture e omissioni di vario genere che si prescrivono in sette anni e mezzo. Per il crollo colposo i tempi di prescrizione non destano problemi in quanto la decorrenza parte proprio dal giorno nel quale si sono verificati i fatti contestati.Gli avvisi di garanzia verranno emessi soprattutto sulla scorta di un incidente probatorio chiesto dalla Procura al giudice per le indagini preliminari che nel caso specifico è Giuseppe Romano Gargarella.

L’incidente probatorio, ovvero l’acquisizione di prove, è finalizzato alla fissazione di una perizia.

La perizia sui balconi, secondo quanto si è appreso non potrà prescindere da alcuni aspetti essenziali.

Ovvero esami di laboratorio su campioni prelevati dalla struttura per capire le caratteristiche del legname, il collante e le connessioni trasversali che reggono i balconi. Smontaggio degli elementi che compongono il balcone stesso, verifiche sui solai per verificare anche le perdite degli impianti idrici e accertare che tipo di infiltrazioni ci sono state.

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