Scarico abusivo, meccanico nei guai

12 Marzo 2023

Scarti inquinanti e oli esausti non smaltiti, denuncia e maxi sanzioni dai forestali

SULMONA. Aveva depositato rifiuti pericolosi nel piazzale della sua officina, rischiando così di inquinare l’ambiente circostante attraverso gli rifiuti meccanici e oli esausti: per il titolare dell’attività arrivano ora una denuncia per scarico abusivo di acque reflue e maxi multe.
A denunciare l’uomo, sono stati i carabinieri Tutela forestale e parchi della stazione di Sulmona, nel corso di una operazione di controllo delegata dalla procura della Repubblica.
Il titolare dell’officina meccanica sulmonese è stato denunciato per assenza di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali. I militari hanno infatti accertato che sul piazzale, che è superiore ai mille metri quadrati ed è antistante al capannone industriale sede dell’opificio, oltre ai mezzi in riparazione era presente anche un deposito di rifiuti speciali pericolosi come oli esausti, filtri e batterie, in assenza di autorizzazione unica ambientale Aua.
«Il loro accumulo, in mancanza delle opportune opere di raccolta, trattamento e gestione delle acque di lavaggio e prima pioggia, avrebbe rischiato di arrecare gravi danni all’ambiente, dilavando sostanze pericolose nella falda acquifera sottostante», si legge in una nota del gruppo carabinieri forestali dell’Aquila, che continua: «Pertanto, il proprietario dell’officina, in qualità di amministratore unico della ditta, è stato deferito all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione, in applicazione del Codice dell’Ambiente, che contempla per i trasgressori l’arresto da tre mesi a tre anni e l’ammenda da 5mila a 52mila euro».
Non è tutta, perché il titolare potrebbe ricevere anche un’altra maxi multa dai forestali. Continua infatti la nota: «Al titolare è stata, inoltre, contestata una ulteriore violazione della normativa in materia ambientale, con la previsione di una sanzione pecuniaria da un minimo di 6mila a un massimo di 60mila, la cui misura in concreto viene disposta dal servizio Gestione demanio idrico e fluviale – dipartimento Opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali della Regione.