Schianto mortale, Piccone sottoposto ad altri test

4 Luglio 2020

Il fratello dell’ex parlamentare è accusato di omicidio stradale dopo l’incidente costato la vita a un artigiano di 75 anni. L’avvocato Milo: «Cordoglio alla famiglia»

AIELLI. È attesa entro martedì la convalida del fermo per l’imprenditore celanese Franco Piccone, 55 anni, agli arresti domiciliari all’ospedale civile di Avezzano con l’accusa di omicidio stradale nei confronti del compaesano Antonio Contestabile (75 anni). I funerali dello storico biciclettaio di Celano non sono stati ancora fissati poiché la salma è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere se procedere con l’autopsia. L’incidente è avvenuto giovedì sera, intorno alle 19 sulla Tiburtina Valeria, tra lo svincolo autostradale e la rotatoria di Aielli.
Il Suv Mercedes guidato da Piccone si è scontrato con l’Opel Corsa sulla quale viaggiava il pensionato. Secondo una prima ricostruzione, la vittima si stava immettendo sulla Tiburtina, mentre in direzione di Pescina stava sopraggiungendo il Mercedes. Un impatto tremendo che non ha lasciato scampo a Contestabile, mentre l’imprenditore, fratello dell’ex parlamentare Filippo, rimasto intrappolato tra le lamiere contorte dell’auto, è stato tirato fuori dai vigili del fuoco e poi trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Piccone ha riportato traumi e ferite che hanno reso necessario il ricovero, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. L’arresto per il conducente del Suv è scattato a distanza di poche ore dall’incidente, quando gli esami del sangue a cui è stato sottoposto hanno rilevato la presenza di sostanze stupefacenti (cocaina) e un tasso alcolemico oltre i limiti di legge consentiti per chi si mette alla guida un veicolo.
La misura cautelare gli è stata notificata dai carabinieri su disposizione del pm Elisabetta Labanti. L’arrestato è difeso dall’avvocato Antonio Milo del Foro di Avezzano.
«Al momento non posso pronunciarmi, stiamo aspettando di conoscere la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine circa la dinamica del sinistro», spiega il legale, «mentre a nome della famiglia Piccone esprimo vicinanza e solidarietà ai familiari della vittima». Antonio Contestabile era molto conosciuto e stimato a Celano, dove aveva gestito per anni una rivendita di bici e motorini con annessa officina per le riparazioni. Da qualche anno la storica attività era passata nella mani del figlio Luca. Ogni giorno Contestabile usciva sul presto con la sua inseparabile cagnolina per una passeggiata tra le vie di Celano, dove era molto conosciuto e stimato, per poi trascorrere il resto del suo tempo tra l’officina e un fazzoletto di terra, in località Le Foci, dove si prendeva cura dell’orto e dei suoi animali.
Questa ennesima tragedia ha riacceso le polemiche sulla messa in sicurezza della Tiburtina Valeria, una strada trafficatissima teatro di molti incidenti, alcuni dei quali mortali. Una strada sulla quale 5 mesi fa aveva trovato la morte la 23enne di Aielli Sara Sforza.
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