Sci in crisi, la Provincia spinge per ristori rapidi

17 Febbraio 2021

Approvato all’unanimità in consiglio l’appello al governo: aiuti non più rinviabili Il presidente Caruso: solo in Alto Sangro mancati incassi per cento milioni di euro

L’AQUILA . «Subito i ristori per il comparto sciistico». L’appello rivolto al governo parte dal consiglio provinciale. Nella seduta di ieri in videoconferenza è stato approvato all’unanimità l’atto d’indirizzo che impegna il presidente Angelo Caruso, anche in qualità di vertice abruzzese dell’Upi, l’unione delle Province, a farsi promotore dell’istanza a livello parlamentare e governativo. «La decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di rinviare l’apertura degli impianti sciistici al 10 marzo ha sancito la sostanziale archiviazione della stagione turistica invernale, con conseguenze economiche pesanti sul comparto», sottolinea lo stesso Caruso che è stato promotore dell’iniziativa consiliare, «tra le varie questioni pressanti per il nuovo governo, si chiede un impegno preciso per il settore dello sci, intendendo con ciò la cassa integrazione per i lavoratori stagionali e i ristori per tutte le attività operanti nel campo».
L’ennesimo stop imposto dall’emergenza sanitaria all’attivazione degli impianti, secondo il presidente, ha determinato mancati incassi per cento milioni di euro solo in Alto Sangro. «Pur accogliendo con fiducia le rassicurazioni del governo, circa l’impegno a compensare al più presto gli operatori del settore», evidenzia il presidente, «non ci può esimere dal sottolineare con forza che il turismo è uno dei settori maggiormente colpiti dalle chiusure e dalle restrizioni anti-Covid». Il passaggio di consegne al governo ha rallentato le operazioni relative al varo del decreto “Ristori 5” che dovrebbe essere finanziato con 32 miliardi di euro. «Come già espresso dai nuovi ministri per lo Sviluppo economico e del Turismo, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia, gli indennizzi per lo sci devono avere priorità assoluta e non è detto che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa», osserva Caruso, «probabilmente ne serviranno di più». La questione interessa molto da vicino l’Abruzzo e la provincia dell’Aquila «in quanto sede delle più prestigiose e numerose stazioni sciistiche del Centro-Sud Italia». Il danno per l’economia dello sci e della montagna è immenso, per cui i ristori rivestono priorità assoluta. Il consiglio provinciale chiede dunque al governo «di attivarsi rapidamente per l’erogazione di adeguate misure economiche e fiscali per gli operatori del settore interessati dal turismo invernale, ricomprendendo in tali azioni i titolari di impianti sciistici, gli albergatori, i ristoratori, i maestri di sci, gli esercenti del commercio i lavoratori stagionali, e ogni altra categoria interessata». L’iniziativa deve ricomprendere anche l’attivazione di investimenti per il settore nell’ambito della programmazione regionale per l’agenda europea 2021/2026 e per il Recovery plan.
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