Scientifico a rischio? Lo stabilirà una nuova perizia

14 Ottobre 2016

SULMONA. Un nuovo studio, da parte della Protezione civile, per verificare se l’edificio che ospita il liceo scientifico Fermi di Sulmona sia, e in che misura, vulnerabile in caso di terremoto....

SULMONA. Un nuovo studio, da parte della Protezione civile, per verificare se l’edificio che ospita il liceo scientifico Fermi di Sulmona sia, e in che misura, vulnerabile in caso di terremoto. Insomma, un’altra perizia con cui si dovrà accertare se quella elaborata nel 2011 dai tecnici dell’Università della Basilicata, tenuta finora sempre nascosta e che indica in alcuni punti dell’edificio scolastico delle evidenti criticità sotto il profilo antisismico, sia attendibile o meno. Lo hanno evidenziato ieri mattina in una conferenza stampa, tenuta a scuola, il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis e il dirigente del Polo scientifico-tecnologico Massimo Di Paolo, i quali hanno spiegato la situazione, insieme ai rappresentanti del comitato tecnico-scientifico e a quello dei genitori. «Da una prima analisi della perizia sembrerebbe opportuno un’ulteriore livello di approfondimento per capire cosa fare», ha affermato il presidente De Crescentiis, «se la scuola deve esser messa in sicurezza oppure no. Anche se dubito che la perizia elaborata dalla Reluis possa essere smentita. E questo ce lo dovranno dire i tecnici della Protezione civile per poi poter intervenire con l’Ufficio speciale per la ricostruzione che dovrà eventualmente assegnare i fondi per i lavori». A tale scopo è stato fissato un incontro per martedì prossimo nell’ufficio di Fossa al fine di capire se l’edificio dovrà essere utilizzato in maniera diversa o se si dovrà ricorrere ad opere per rafforzare il fabbricato o per l’adeguamento sismico». In tutti i casi la decisione sarà condivisa anche con i genitori e coi docenti, i quali hanno costituito un comitato tecnico composto da 5 ingegneri e un architetto e un comitato di genitori, 3 per ogni scuola del Polo. «La decisione sarà ponderata e condivisa», ha aggiunto il preside Di Paolo, sottolineando che la scuola era all’oscuro della perizia e che dopo il sisma del 2009, il Genio civile fornì la documentazione che attesta la costruzione dell’edificio che ospita il Liceo scientifico con criteri antisismici e sicuri.

«Abbiamo deciso di scegliere un metodo innovativo basato sulla trasparenza e condivisione. I due comitati resteranno al fianco della scuola non solo per questo caso, ma saranno istituzionalizzati come elemento di confronto anche sui percorsi formativi e sulle decisioni che richiederanno posizioni serie e rigorose da assumere». Entrando nel merito del problema Di Paolo ha poi spiegato che «da una prima verifica si potrebbe arrivare a non utilizzare alcuni spazi ritenuti critici dalla perizia della Reluis, spostando alunni e laboratori su settori più solidi. Questo è un fabbricato costruito su più lotti di risulta, di cui alcuni non appaiono adeguati, sempre in base alla perizia dell’Università della Basilicata». Una criticità sarebbe emersa per gli spogliatoi della palestra. «Tutto si deciderà dopo le indicazioni che la Protezione civile ci saprà dare», ha concluso Di Paolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA