Scienza, la settimana del Liceo Pollione in oltre 60 laboratori

Tema del 2015 è la luce, visitatori anche dagli altri istituti Attenzione su prodotti agricoli e centenario del terremoto
AVEZZANO. La luce delle stelle, quella del sole che fa nascere e crescere i prodotti del Fucino, ma anche la luce come speranza, quella ritrovata dai marsicani dopo il terremoto del 1915. Il Liceo scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano apre le porte alla città e alla Marsica tutta e dà il via al tradizionale appuntamento della “Settimana della cultura scientifica e tecnologica”.
Al centro dei 63 laboratori organizzati per intrattenere le migliaia di visitatori attesi anche quest’anno c’è il tema della luce.
Ieri mattina la preside Marina Novelli, tra agli altri, ha accolto anche i rappresentanti della Pro loco, Edoardo Tudico e Ilio Leonio, e Giovanbattista Pitoni e Sandro Tuzi dell’istituzione Centenario del terremoto voluta dal Comune di Avezzano.
«Sono state invitate tutte le scuole della città» ha spiegato la preside «per questo molti dei laboratori sono curati da studenti e insegnanti di altri istituti».
I primi a “esibirsi” per una classe della primaria dell’istituto Vivenza-Giovanni XXIII sono stati Miriam Sborgia e Antonio Morgante, che hanno recitato “La notte di Avezzano”, con sullo sfondo la proiezione delle immagini del terremoto del 1915. La giovane Sborgia è di Pescina e per tre mesi si è preparata a leggere in dialetto avezzanese, come dal copione realizzato dal regista e scrittore di teatro dialettale, Raffaele Donatelli. Al loro fianco l’insegnante di scienze Anna Maria Rubeo. In altre stanze, sul tema del terremoto c’è anche una mostra, curata dal professore di lettere Francesco Bonaldi e un’altra curata dall’insegnante di storia e filosofia Rina Colangelo. Al piano di sopra la preside si è resa disponibile a una simulazione del terremoto realizzata dagli studenti seguiti da Roberto Ranieri, docente di fisica.
Presenti anche gli insegnanti di lettere Nadia Testoni e Massimiliano Capodaqua. Sui corridoi i più emozionati sono stati gli studenti delle medie. In una classe i docenti della Fermi, Antonella Chelli e Romolo Cattivera, hanno accompagnato uno studente nella spiegazione del ciclo di produzione della patata del Fucino. Le professoresse Marcella Cicanecchia e Anna Addari hanno mostrato un laboratorio di essenze ed erbe officinali, dimostrano che con una tisana può cambiare anche l’umore di una persona.
Per info e orari di conferenze e laboratori http://settimanascientifica.wordpress.com.
Magda Tirabassi
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