Sciopero alla LFoundry: «Basta lavoratori precari»

26 Maggio 2022

I circa 100 interinali domani incrociano le braccia per la mancata stabilizzazione Ulitemp Abruzzo denuncia: sono in servizio da più di 36 mesi, ora messi alla porta

AVEZZANO. I lavoratori interinali di LFoundry incrociano le braccia contro la mancata stabilizzazione. Sono sempre più sfiduciati i circa 100 dipendenti in somministrazione, cioè assunti con contratto a tempo determinato tramite un'agenzia interinale, dell'azienda più grande del territorio. Dopo l'assemblea dei giorni scorsi davanti allo stabilimento che produce sensori e memorie volatili, i lavoratori hanno deciso di avviare uno sciopero per far sentire la loro voce all'azienda dove lavorano complessivamente 1.400 dipendenti. A farli andare su tutte le furie è stata la notizia che mentre fino a poco tempo fa per gli interinali venivano stipulati contratti validi per 36 mesi, da novembre 2023 potrebbero essere rivisti passando a 12 mesi. «Alla luce degli ultimi avvenimenti in LFoundry», ha spiegato Maurizio Sacchetta, segretario generale Uiltemp Abruzzo, «dove, a circa 100 lavoratori e lavoratrici in somministrazione da più di 36 mesi è stato comunicato il non rinnovo contrattuale da fine maggio senza il rispetto né del problema sociale che ne deriva né della dignità di questi lavoratori e lavoratrici, noi diciamo basta». Per Sacchetta «da troppo tempo il personale somministrato si trova di fronte all’impossibilità di organizzare la propria vita privata e non vede quindi garantito il proprio diritto di conciliazione dei tempi vita-lavoro». Lo sciopero è stato fissato per domani. I lavoratori e le lavoratrici interinali incroceranno le braccia per tutta la giornata. «È ora di dire basta a chi non ascolta la voce dei lavoratori, per questo chiediamo la motivazione della scelta di non ascoltare la proposta della Uiltemp Abruzzo di far stabilizzare i lavoratori e le lavoratrici con il contratto a tempo indeterminato e con missioni a tempo determinato che garantirebbe, almeno fino a giugno 2024, la continuità occupazionale e garantirebbe all'azienda sia la flessibilità sia un abbassamento del costo del lavoro», ha concluso Sacchetta, «è ora di dire basta a chi vuole ancora considerare lavoratrici e lavoratori in somministrazione come di “serie B”, per questo chiediamo la stabilizzazione dei somministrati che da diversi anni svolgono, in maniera strutturale, l’attività lavorativa alla LFoundry. Ricordiamo che questi dipendenti hanno partecipato e partecipano alla realizzazione e al raggiungimento degli obiettivi di produzione fissati dall’azienda LFoundry». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .