Sciopero alla LFoundry l’adesione tocca il 70%

17 Gennaio 2021

La protesta dei lavoratori è partita ieri sera e andrà avanti nei prossimi giorni I rappresentanti sindacali di Uil e Cgil chiedono chiarezza sulla reale produzione

AVEZZANO. I lavoratori di LFoundry aderiscono numerosi al primo giorno di sciopero. È partita ieri sera l’astensione dal lavoro dei dipendenti dell’azienda più grande del territorio e proseguirà nei prossimi giorni secondo un calendario stilato dalle organizzazioni sindacali.
Lo sciopero è stato voluto da Rsu e dipendenti dello stabilimento dove si producono memorie volatili a seguito della decisione dei vertici aziendali di avviare una riorganizzazione interna senza rendere partecipi i rappresentanti dei lavoratori e ha visto l'adesione di circa il 70 per cento dei dipendenti della seconda notte del turno A. Ha fatto discutere non poco la posizione dell’amministratore delegato di LFoundry, Marcello D’Antiochia, che in un'intervista rilasciata al Centro ha detto: «Se solo ci lamentiamo di tutto ciò che facciamo non ci sarà un futuro luminoso per LFoundry».
«In questi giorni abbiamo potuto riscontrare che le assemblee sono andate molto bene», ha commentato Michele Paliani, segretario Uilm-Uil, «inizialmente i lavoratori sono stati un po’ confusi perché avevamo annunciato che si stava arrivando a un accordo che poi è stato di fatto interrotto. Stiamo facendo tutto con i nostri tempi e crediamo di farlo bene. Li abbiamo chiamati allo sciopero questa sera (ieri per chi legge) perché si era arrivati a un punto di non ritorno. Quello che è accaduto con gli incontri voluti dall’azienda rasenta un’attività antisindacale, Galbiati li ha fatti per 30 anni ma aveva la delicatezza di convocarli alla fine delle assemblee. Di riorganizzazioni in Italia ne sono state fatte tantissime, però ci sono delle regole e degli strumenti da utilizzare per accompagnare i lavoratori», ha sottolineato. «L’amministratore D'Antiochia almeno ci dica quello che vuole fare».
Lo sciopero è partito ieri sera alle 20 con la seconda notte del turno A. I sindacati hanno organizzato un picchetto fuori alla fabbrica per far sentire la loro vicinanza ai lavoratori. «D’Antiochia fa un discorso fumoso», ha aggiunto Roberto Di Francesco (Fiom-Cgil), «le sue opinioni sugli italiani e sul calcio ci interessano poco, vorremmo rimanere fermi sul punto: quale investimenti faranno e quali prodotti andremo a lavorare? Non è una questione personale, siamo contenti che lui ha lavorato in giro per il mondo, ma a noi interessa solo quello che succederà nello stabilimento di Avezzano. In merito all’adesione alle assemblee e allo sciopero, va detto che i lavoratori e le lavoratrici hanno capito il problema che riguarda sostanzialmente il futuro di questo stabilimento e li ringraziamo per la grande adesioni».
Ieri sera l’astensione dal lavoro dei dipendenti che dovevano osservare il turno serale con inizio alle 20 è stata molto alta dunque, un risultato che le organizzazioni sindacali si aspettavano e che sperano verrà ripetuto anche nei prossimi giorni. «Le dichiarazioni dell’amministratore delegato D'Antiochia, senza nulla di personale, riportano l’orologio indietro di almeno 15 anni, quando ai tempi della Micron si usava questo modo di fare», ha commentato Antonello Tangredi (Fim-Cisl): «“faccio le cose e poi ti informo”. Un tono di restaurazione, ma nel frattempo il mondo è andato avanti. A noi interessa solo il bene dello stabilimento e l’interlocuzione con chi tiene al suo futuro. Il mio auspicio, nell’interesse generale dei lavoratori, è che possano capire il perché si è arrivati a questo sciopero. Per noi le persone sono sempre al primo posto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA