Scontri a Roma, la carezza del poliziotto di Sulmona

Lo sgombero da piazza Indipendenza tra lanci di pietre e bombole di gas, immortalato il gesto di affetto di un agente della Mobile: "L’ho accarezzata per rassicurarla che le avrebbero trovato un posto dove stare. Anche i miei colleghi hanno fatto lo stesso"
SULMONA. E' originario di Sulmona, 48 anni, 28 dei quali in servizio al reparto Mobile della polizia di Roma. E' il poliziotto che, durante lo sgombero dei profughi dai giardini di piazza Indipendenza, è diventato un simbolo. L'immagine di Nico Gabriele, padre di due figli di 13 e 16 anni, che stringe tra le mani il viso di una donna africana ha fatto il giro del web: lui si alza la visiera del casco, guarda la donna negli occhi e le stringe il viso con affetto.
Al Corriere della Sera, l'agente della polizia racconta quel gesto durante gli scontri tra lanci di pietre e bombole di gas: «Dopo la prima carica le donne sono tornate nei giardini. Piangevano disperate, temevano di finire in strada e di non riuscire a trovare un’altra sistemazione. Mi sono avvicinato a una di loro e l’ho accarezzata per rassicurarla che le avrebbero trovato un posto dove stare. I miei colleghi, anche se nelle immagini non si vede, hanno fatto lo stesso. Spero che quella signora stia bene e abbia un tetto sulla testa. Mi piacerebbe incontrarla per sapere che si è rasserenata». Un gesto che ha commosso anche il figlio del poliziotto: «Quella foto l’ha vista mio figlio - racconta Gabriele al Corriere - e mi ha chiamato per dirmi: “Papà, sono orgoglioso di te”».

