Scontro con Ranalli Di Masci rincara la dose

23 Febbraio 2016

L’ex presidente della Provincia: «Nessun caos nel Pd, l’assemblea degli iscritti ha deciso di mandare a casa il sindaco che stava tramando contro il partito»

SULMONA. La campagna elettorale muove i suoi primi passi, ma il livello di contrapposizione tra le parti è già alle stelle. Immediata è arrivata, infatti, con una lettera, la controreplica di Bruno Di Masci alle dichiarazioni dell’ex sindaco Peppino Ranalli, che aveva bollato come fantasiosa la ricostruzione dell’ex presidente della Provincia sui fatti che hanno decretato la fine anticipata della consiliatura.

«Non c’è nessun caos nel Pd. Gli amministratori e i due consiglieri comunali hanno fatto tutto ciò che ha deciso l’assemblea degli iscritti, anche mandare a casa il sindaco che stava tramando contro il nostro partito», rivendica Di Masci. «Ranalli ha sempre parlato a nome e per conto di “Pronti per cambiare”, mentre noi del Pd siamo stati per lui sempre la controparte e a differenza nostra, iscritti al partito da tanti anni, lui e il suo “cerchio magico” hanno aspettato l’ultimo giorno utile per l’iscrizione al Pd, sfruttando la proroga di un mese e facendolo on line». E poi, rivolto direttamente a Ranalli: «Caro Marino paesano, non dire che la verità verrà a galla perché solo questa è la verità ed è su questi fatti che devi rispondere alla città». Ma Di Masci non si ferma qui e ripercorre le tappe che hanno portato alla firma delle dimissioni di 9 consiglieri su 16.

«Il sindaco ha prima tenuto in ostaggio una città e poi ha deciso di azzerare la giunta per iniziare un discorso con “Abruzzo civico” che invece lo ha scaricato, lasciandolo solo e senza più una maggioranza. Adesso di che cosa si lamenta Ranalli? Non eravamo noi a tramare contro di lui, ma era lui a tramare contro il Pd, cercando garanzie per allearsi con Abruzzo civico attraverso l’avallo di Marco Rapino. Ma poi non ha avuto neanche il coraggio di assumersi, come al solito, la responsabilità di confermare questo suo tentativo. Aveva preso l’impegno di dimettersi alla presenza di D’Alfonso, Rapino, Gerosolimo e il sottoscritto e non l’ha fatto. Ha preso l’impegno di ricandidarsi alle elezioni e sicuramente non lo farà, perché i nostri concittadini, in questi 2 anni, hanno potuto constatare la sua inadeguatezza». Quindi, l’elenco dei nei dell’amministrazione: «la maggioranza cambiata 3 volte e la fuga dei giovani; l’apparato amministrativo paralizzato; le strade in abbandono; l’adeguamento antisismico delle scuole che non parte; 12 milioni per il terremoto nel cassetto; i tagli al sociale».

Federica Pantano

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