Scontro furgone-tir, perdono la vita un titolare d’impresa e due operai

Dario Persichetti, una delle tre vittime
Il dramma al confine tra Lazio e Abruzzo dopo un sorpasso finito male: ecco chi erano le tre persone morte nell’incidente
AVEZZANO. Tre morti in pochi istanti. Una scena devastante e una superstrada trasformata in un teatro di soccorsi e accertamenti. È pesantissimo il bilancio dell'incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di ieri sulla Superstrada del Liri, la statale 690 Avezzano-Sora, in prossimità dello svincolo di Sora Nord, nel territorio laziale, in località Vincenzo Ferreri al confine con Balsorano. Nello scontro sono rimasti coinvolti un autoarticolato Renault Truck 480 con rimorchio e un furgone cassonato Fiat 250 sul quale viaggiavano alcuni operai.
L'impatto, avvenuto intorno alle 17, è stato violentissimo e non ha lasciato scampo a tre persone che si trovavano a bordo del mezzo leggero. Le vittime sono il titolare dell'impresa Edil P Costruzioni, Dario Persichetti, 66 anni, residente a Monte San Giovanni Campano, e due suoi dipendenti residenti a Frosinone. Alla guida del furgone si trovava proprio uno di loro, un giovane lavoratore di nazionalità nigeriana, classe 1997, morto sul colpo. Deceduto immediatamente anche l'altro passeggero seduto accanto al conducente, di origini gambiane, soccorso in condizioni disperate dai sanitari del 118 e trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Santissima Trinità di Sora, in provincia di Frosinone, dove è morto poco dopo l'arrivo. I tre stavano rincasando dopo una giornata di lavoro a Balsorano. Illeso, ma sotto choc, il conducente del tir, un uomo del 1969 residente a Raiano, in provincia dell'Aquila. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
Si tratta di un dipendente della ditta abruzzese Di Nino Trasporti, che si occupa di spedizioni nazionali e internazionali e logistica integrata, con sede a Pratola Peligna. Secondo una prima ricostruzione al vaglio degli investigatori, il furgone avrebbe tentato una manovra di sorpasso senza riuscire a completarla. Il mezzo si sarebbe così trovato improvvisamente sulla corsia opposta, andando a impattare frontalmente contro l'autoarticolato che procedeva nel senso di marcia contrario. Si tratta però di una dinamica ancora in fase di verifica e che dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici e dai rilievi effettuati sul posto. Non è escluso che i mezzi viaggiassero nella stessa direzione. Immediatamente dopo l'allarme sono intervenuti tre equipaggi della compagnia dei carabinieri di Sora, i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e le squadre dell'Anas, gestore del tratto abruzzese. I soccorritori si sono trovati davanti a uno scenario drammatico, con il furgone praticamente distrutto dalla forza dell'urto.
Per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la successiva rimozione dei mezzi coinvolti, la statale 690 è stata chiusa al traffico in direzione del confine con l'Abruzzo, nel tratto compreso tra gli svincoli di Ridotti e Sora Nord. La circolazione è stata deviata con uscite obbligatorie, provocando rallentamenti e disagi per diverse ore. Sulla tragedia è stata aperta un'inchiesta. La Procura della Repubblica di Avezzano ha avviato gli accertamenti del caso e ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, atto dovuto che consentirà di ricostruire con precisione ogni fase del sinistro e accertare eventuali responsabilità. L'ennesima tragedia della strada riaccende così l'attenzione sulla sicurezza lungo uno degli assi viari più trafficati tra Abruzzo e Lazio, dove in passato si sono già verificati incidenti particolarmente gravi. I tre operai stavano rientrando dal lavoro quando il loro viaggio si è trasformato in una tragedia che ha sconvolto due comunità e lasciato nel dolore familiari, amici e colleghi.
Ha 57 anni, è un autista della Di Nino Trasporti di Pratola Peligna. È rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale, a Sora. Ha riportato ferite giudicate non gravi ed è stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove si trova sotto osservazione. «Ho visto il furgone che mi veniva contro e non ho potuto fare nulla», ha commentato l’uomo, che si è messo in contatto con i titolari dell’azienda, legata alla sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, per rassicurare sulle condizioni.
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