Scontro senza fine su Palazzo Torlonia alla polizia locale

20 Marzo 2018

L’Archeoclub a Coccia: «Lasciamo la politica agli altri» Casale e Di Bastiano (Leu): «Il trasferimento si può fare»

AVEZZANO. Niente beghe politiche su Palazzo Torlonia: Archeoclub e Pro loco, seppur in versione distinta, respingono al mittente l’attacco del direttore di Harmonia Novissima, Massimo Coccia. «L’Archeoclub, associazione no profit», rimarca la presidente Laura Saladino, «ritiene Palazzo Torlonia la sede più idonea per ospitare un polo culturale. La polizia locale, sicuramente meritoria, può trovare spazio in altri luoghi, mentre le valutazioni di tipo politico le lasciamo ad altri».
Sulla stessa linea c’è la Pro loco, altra associazione no-profit, che, a testimonianza della linearità d’azione sul tema, ricorda il progetto presentato all’amministrazione Di Pangrazio, datato 20 ottobre 2015, «dove», ricorda il presidente Federico Tudico, «vengono rivolti alcuni suggerimenti concernenti la realizzazione di un polo-culturale al Palazzo storico del Principe Torlonia. L’edificio, non solo per gli avezzanesi ma per tutto il territorio rappresenta l’unico luogo pregiato, sia per il prosciugamento del lago Fucino che per lo sviluppo agricolo, che a tutt’oggi rappresenta il volano dell’economia. Le nostre rimostranze non hanno alcuna connotazione politica, la Pro loco è un’associazione no profit che opera a norma di statuto Unpli e legge regionale 30/2004».
Liberi e uguali (Leu), invece, apre all’arrivo della polizia locale a Palazzo Torlonia, «poiché», affermano Mario Casale e Augusto Di Bastiano, con l’attuazione del progetto Masterplan, «il secondo piano non è fruibile al pubblico per manifestazioni culturali e museale. Il trasferimento della polizia locale in sostituzione dell’ufficio del lavoro non va assolutamente a modificare la sostanza, anzi risolve problemi, come ad esempio la vigilanza. Auspichiamo un piano di sicurezza e precise prescrizioni da parte della soprintendenza di Chieti». Casale e Di Bastiano approvano anche l’allocazione della Pinacoteca e del centro studi Palanza all’ex Onmi e le aule per l’Università all’ex commissariato. Pollice verso, invece, alla formula dell’affitto quinquennale per 180mila euro l’anno e restituzione finale alla Regione: «Perché non cedere Palazzo Torlonia al Comune nelle forme e nei modi più opportuni? È parte della città e del territorio, storicamente e socialmente».
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