Scontro sull’intitolazione della Pinacoteca

Scelta caduta sullo scultore Ferrari. La figlia dell’ideatore del Premio Sulmona: «Un grave torto»
SULMONA. Lo considerano «un grave torto» alla memoria di chi ha creato il Premi Sulmona e lo ha fatto crescere portandolo fino ai vertici nazionali e internazionali. La decisione del Comune di intitolare la Pinacoteca di Arte Moderna e Contemporanea di Sulmona allo scultore Ettore Ferrari e non a Gaetano Pallozzi scomparso nell’aprile di quest’anno, ha provocato una dura reazione in città. Proteste sono arrivate dal mondo dell’arte, dalla politica e dagli stessi familiari i quali, in una lettera al sindaco Annamaria Casini, hanno chiesto spiegazioni avanzando anche l’ipotesi che dietro alla decisione ci possa essere dell’altro. «Non comprendo il motivo della sua decisione», scrive la figlia di Pallozzi, Mariolina, «poiché solo 4 anni prima fu proprio lei, sindaco, in occasione della presentazione del catalogo “Pinacoteca civica d’arte Moderna e Contemporanea Sulmona” a cura di Cosimo Savastano ad associare il nome di Gaetano Pallozzi alla pinacoteca e correva l’anno 2016, quando mio padre era ancora in vita. Fu lei nella presentazione, a scrivere “Galleria d’arte moderna e contemporanea di Sulmona Gaetano Pallozzi”», ricorda. «Ecco il motivo del mio sconcerto circa l’intitolazione a Ettore Ferrari, nulla togliendo al valore artistico del medesimo( è l’autore della statua di Ovidio in piazza XX Settembre), ma non riesco a comprendere innanzitutto perché riconoscere a uno scultore, il cui merito durante il Bimillenario Ovidiano é stato già abbondantemente riconosciuto, una pinacoteca che etimologicamente comprende opere di pittura e solo in minima parte opere di scultura». «La pinacoteca è nata in un meraviglioso gemellaggio col Premio Sulmona», conclude Mariolina Pallozzi, ribadendo la richiesta di spiegazioni plausibili,«per donare a Sulmona, tramite Gaetano Pallozzi, i quadri che nel Premio Sulmona per 47 anni sono stati ospitati: la scultura non è che una minima parte di ciò che mio padre ha inteso donare a Sulmona». Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Premio Sulmona. «Da semplice cittadino ritengo profondamente ingiusto intitolare ad Ettore Ferrari la Pinacoteca comunale che è una creatura di Gaetano Pallozzi», afferma Raffaele Giannantonio: «è come dare cognome Ferrari al suo quarto figlio. Si potrebbe forse provvedere a sospendere la delibera in autotutela, chiedere magari alla commissione Toponomastica di astenersi dal parere rimettendo la decisione suprema al prefetto. Dalla proposta, della fine del 2018, ad oggi è intervenuta infatti la morte di Gaetano Pallozzi, condizione che modifica già da sola il quadro degli eventi». Anche il circolo sulmonese del Pd è intervenuto per dire la sua: «L’ennesimo schiaffo che questa amministrazione fallimentare dà alla città ma ancor prima all’uomo e all’artista, certificando la sua incapacità a riconoscere il valore della cultura di cui Pallozzi è stato tra i più autorevoli rappresentanti, non è sopportabile». (c.l.)
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