Scuola allievi vigili del fuoco, oggi l’accordo in commissione
L’AQUILA . La scuola nazionale dei vigili del fuoco oggi torna al centro del dibattito in Comune. Nella seduta della commissione Programmazione e bilancio, presieduta dal consigliere Luigi Di Luzio,...
L’AQUILA . La scuola nazionale dei vigili del fuoco oggi torna al centro del dibattito in Comune. Nella seduta della commissione Programmazione e bilancio, presieduta dal consigliere Luigi Di Luzio, convocata per le 9.30, sarà infatti esaminato lo schema di convenzione per la creazione del polo didattico collegato alle strutture esistenti e a quelle che saranno realizzate nei prossimi mesi. L’atto è stato approvato dalla giunta a fine giugno e conferma l’allestimento della scuola all’interno del progetto Case di Sassa, che comprende 18 palazzine e potrà ospitare da 250 a 750 allievi. Per l’intervento, approvato dal Parlamento con la legge di bilancio varata a dicembre, è previsto un finanziamento di 15 milioni per il triennio 2021-2023 e di un milione dal 2024. Il provvedimento è stato indicato dal sindaco Pierluigi Biondi e dall’assessore al Patrimonio Vito Colonna come il primo passo previsto dalla normativa, dopo i sopralluoghi e il confronto con i vertici dei vigili del fuoco, per portare in città «un’istituzione unica per il centro Italia, la prima costituita nel Paese». Per l’amministrazione, tra l’altro, la scelta del progetto Case per l’apertura della scuola di formazione ha un valore altamente simbolico in quanto «rappresentativa del passaggio dalla fase emergenziale, durante la quale i vigili del fuoco, tra i primi a prestare soccorso a seguito del sisma 2009, hanno svolto un ruolo fondamentale per la cittadinanza, a quella di sviluppo e valorizzazione dell’immenso patrimonio immobiliare dell’ente, uno degli obiettivi primari di questa amministrazione. Un’azione strategica avviata negli anni con la stipula di convenzioni e accordi con Esercito, forze dell’ordine, associazioni ed enti per sostenere lo svolgimento delle loro attività e l’accoglienza di famiglie che hanno inteso trasferirsi in città o l’ospitalità di studenti meritevoli come nel caso della fondazione Ferrante d’Aragona».

