Scuola De Nino-Morandi, via i sigilli

4 Giugno 2017

In arrivo la richiesta di dissequestro dell’istituto superiore da parte del pm

SULMONA. Quando la tenacia e la caparbietà riescono ad arrivare dove non hanno potuto o voluto Provincia e Comune. Sono le doti che ha avuto il comitato di docenti e genitori degli studenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “De Nino-Morandi” che, grazie a una costante azione, è riuscito a convincere la Procura dell’Aquila a chiedere l’immediato dissequestro dell’edificio scolastico, chiuso dall’ottobre del 2014 a seguito dell’inchiesta sugli appalti e sulla conformità dei lavori che vede imputate sette persone tra imprenditori e tecnici e dirigenti della Provincia. Il comitato lo ha annunciato ieri. «Da tre anni abbiamo intrapreso questa azione affinché l’istituto tornasse nella sua sede storica», ha sottolineato Franco D’Amico, docente dell’istituto. «Abbiamo sollecitato interventi di Provincia e del Comune senza ottenere attenzione concreta». Il dissequestro di cui parla la lettera della Procura aquilana, recapitata al comitato il 25 maggio, non risolve, però, tutta la vicenda. Infatti la Provincia, dopo aver revocato l’appalto alla seconda ditta in graduatoria, ha deciso di rimettere tutto nelle mani del Provveditorato alle Opere pubbliche che dovrà decidere se andare avanti con l’ultima graduatoria o indire nuovamente la gara d’appalto. «Intanto l’istituto, trasferito a Pratola Peligna, accusa un consistente calo degli iscritti ai corsi», hanno detto gli esponenti del comitato, che ora intendono trovare alternative.(c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.