Scuola nuova a Sassa, torna la mobilitazione

L’AQUILA. La commissione «Oltre il Muso» di Sassa, che si batte per la realizzazione di una nuova scuola nella frazione aquilana, ha scritto una lettera aperta al parlamentare del Pd Davide Faraone,...
L’AQUILA. La commissione «Oltre il Muso» di Sassa, che si batte per la realizzazione di una nuova scuola nella frazione aquilana, ha scritto una lettera aperta al parlamentare del Pd Davide Faraone, responsabile nazionale di Welfare e scuola del Partito Democratico.
«Pensiamo di avere avuto molta considerazione dell’impegno assunto dal governo da lei rappresentato a favore della ricostruzione scolastica e tantissima pazienza nell’attendere segnali positivi di operatività territoriale», scrivono i componenti della commissione. «Dalla sua visita all’Aquila dello scorso 10 aprile e, in particolare, nel Musp di Sassa, nulla è cambiato, nulla è emerso di confortante e ragionevolmente convincente. Ora, abbiamo capito che era qui in propaganda elettorale, probabilmente sostenuto dai più seri propositi, e che una volta raggiunto l’agognato successo ha evidentemente dimenticato ciò che ci aveva assicurato: soldi a disposizione dell’amministrazione, progettualità veloce, tempi certi, scuole sicure ….. parole, parole, parole. E noi lì pronti e a cadere di nuovo nella trappola mediatica, addirittura a ringraziarla della sua presenza nella nostra scuola. Adesso veramente basta con la nostra ingenuità; basta con la nostra disponibilità a collaborare con persone che evidentemente non hanno a cuore le sorti di una fascia di età sulla quale si dovrebbe costruire il futuro della nostra città; basta con il consentire passerelle a coloro che tornati a Roma non ricordano più realtà a rischio come quella aquilana, dove in 5 anni si sono perse 800 iscrizioni. Ma questi numeri non vi fanno provare vergogna? Non vi fanno capire che tanti genitori stanno cercando altrove contesti di vita più sicuri e sostenibili per i propri figli e le proprie figlie? Abbiamo deciso di non aspettare più il 6 aprile come “momento-scusa” per catturare attenzione e considerazione; abbiamo deciso di agire in modo più concreto la nostra protesta… le faremo sapere, di volta in volta, finché non avremo raggiunto quell’obiettivo che muove il nostro percorso di cittadinanza attiva, quello, cioè di avere scuole sicure e di uscire dalle lamiere dei Musp».
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