Scuole, comitato all’attacco «Manca un vero progetto»

Prosperococco: «Con i vigili del fuoco all’ex Rossi studenti messi da parte»
L’AQUILA. «Portare i vigili del fuoco all’ex caserma Rossi significa mettere di nuovo da parte le scuole, per le quali non esiste un vero progetto». Ad attaccare i programmi delle amministrazioni locali sul futuro degli istituti scolastici è ancora una volta Massimo Prosperococco, rappresentante del comitato Scuole sicure. «Siamo di fronte a una visione miope: le scuole anche a 20 anni dal terremoto continueranno a stare negli edifici preesistenti al 2009, magari adeguati con milioni di euro. Non ci saranno scuole nuove, non ci sarà il campus tanto atteso e non ci saranno scuole in centro storico».
ANNO ZERO
«Per le scuole più grandi della città siamo ancora all’anno zero», tuona Prosperococco. «Le medie Carducci e Mazzini, l’elementare De Amicis ancora non hanno una sede. Le superiori sono destinate a restare in edifici concettualmente vecchi che vengono solo adeguati a livello sismico, ma che non corrispondono alle attuali esigenze della popolazione scolastica».
43 MILIONI
Per di più, secondo il rappresentante del comitato, per rendere le scuole più sicure si stanno utilizzando tantissimi soldi. Fondi che sarebbero potuti servire a costruire edifici nuovi di zecca. «Sono stati stanziati 43 milioni fino al 2013», dice. «In questi giorni il ministro Patrizio Bianchi ha annunciato in pompa magna 32 milioni di euro in Abruzzo per la costruzione di nuove scuole. Noi ne abbiamo avuti di più, ma scuole nuove non ce ne sono».
IL CASO DEL COTUGNO
Prosperococco critica anche la decisione della Provincia di dirottare i 13 milioni destinati alla realizzazione di una nuova sede per il Cotugno sull’Iis di Colle Sapone. «Il presidente Angelo Caruso e il vice Vincenzo Calvisi ci avevano assicurato che quei fondi sarebbero stati utilizzati per costruire una scuola nuova e che a Pettino sarebbero andati gli uffici della Provincia. Ora si smentiscono. Com’è possibile barattare una scuola nuova con dei lavori di adeguamento antisismico?».
IL CAMPUS CHE NON CI SARÀ
«Proprio per trovare una sede a quello che sarebbe dovuto essere il nuovo edificio del Cotugno, ma anche ad altre scuole (come la De Amicis e la Carducci appunto) negli anni si sono susseguite varie ipotesi sulla realizzazione di un campus scolastico. «Si era pensato prima al deposito dei mezzi della Provincia in via della Crocetta, per cui nel 2018 era già pronto un progetto, poi a Collemaggio, su cui si è espresso anche il consiglio comunale, infine alla caserma Rossi», spiega Prosperococco. «Ammesso che la Rossi serva adesso ai vigili del fuoco, perché è tramontato il progetto del campus a Collemaggio? Una realtà che avrebbe fatto invidia a tutta Italia, considerando anche che quell’area sarebbe stata sottratta al degrado attuale».
E IL CENTRO?
Miope, secondo il comitato, anche la scelta di non riportare neanche una scuola superiore in centro, fatta eccezione per i Geometri che dovrebbero occupare l’ex Itas a viale Duca degli Abruzzi. «Si tratta forse dell’indirizzo che conta meno alunni in città», continua Prosperococco. «Non si pensa a una città viva di giorno, ma solo di notte. E non si dica che il problema sono gli edifici storici. Tutti sappiamo che le scuole non possono tornare nei vicoli, ma ci sono strutture che è possibile adeguare sismicamente». Basti guardare, ad esempio, quanto è stato fatto con Palazzo Camponeschi dell’Università. «D’altra parte, se la Provincia sta pensando di portare il liceo Musicale nei locali del Convitto sotto i portici, non capisco perché lo stesso non potrebbe essere fatto con il liceo Classico nell’edificio adiacente. Se in quella struttura può andare la biblioteca, molto frequentata dagli studenti, perché non possono tornarci le aule? Mi sembra che ci sia una tradizione che viene calpestata: su un edificio di via Marrelli ancora si legge chiaramente la scritta Liceo Classico. Le scuole più grandi resteranno, una volta uscite dai Musp, in periferia, in edifici vecchi adeguati come possibile. Intanto in altre realtà, come Avezzano e Castel di Sangro, si costruiscono scuole nuove ed efficienti».
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