Scuole da mettere in sicurezza il comitato lancia l’allarme

10 Maggio 2020

Il portavoce Prosperococco: «In vista della riapertura di settembre partire subito e trovare nuovi spazi» Dal problema del distanziamento sociale nei moduli provvisori al nodo degli impianti di climatizzazione

L’AQUILA. Provate a fare distanziamento sociale nelle scuole di latta. A undici anni dal terremoto, infatti, quelle vere, ricostruite, non si vedono ancora (a parte i due cantieri di Pettino e della frazione di Arischia). La sfida, allora, a quattro mesi dalla potenziale riapertura di settembre dell’attività scolastica in presenza, viene lanciata dal comitato scuole sicure, che da anni si batte per far uscire dal provvisorio la comunità scolastica aquilana con istanze portate fino al più alto grado, la presidenza della Repubblica.
SETTEMBRE, ANDIAMO. A settembre «i bambini e ragazzi dell’Aquila, tornando a scuola avranno un rischio in più: oltre quello sismico anche quello legato alla difficile situazione del contagio da Covid-19». Lo afferma Massimo Prosperococco, portavoce del comitato scuole sicure L'Aquila, chiedendo interventi «non impossibili, ma rapidi» su due fronti: il cosiddetto distanziamento sociale nelle strutture più piccole e il controllo del sistema di condizionamento di alcuni Moduli scolastici provvisori. I ritardi nella ricostruzione delle scuole», prosegue Prosperococco, «a settembre arriveranno al pettine».
I MUSP. I Moduli a uso scolastico provvisori, che in questi 11 anni dal terremoto «sono stati la salvezza e la sicurezza degli studenti aquilani con la conseguente tranquillità dei loro genitori, da settembre con il coronavirus saranno delle piccole trappole se non si corre ai rimedi subito», afferma ancora Prosperococco. « Aule e spazi comuni dove non sarà possibile il distanziamento sociale, climatizzazione delle aule con impianti di condizionamento che in ambienti affollati, secondo uno studio cinese, potrebbero causare l’aumento della diffusione del coronavirus. Una possibilità che, qualora fosse accertata, getterebbe forti ombre sulle riaperture dei nostri Moduli scolastici provvisori perché non provvisti di impianti con un sistema di filtraggio adeguato. Spegnerli significherebbe caldo insopportabile o freddo aquilano al loro interno, dato che sono strutture in lamiera e plastica».
RICOSTRUZIONE MANCATA. Visto che le scuole «sfortunatamente per molti anni ancora resteranno nei Musp», conclude il comitato, «il Comune e la Provincia, ognuno per le loro competenze, devono da oggi, ma dovevano farlo già da ieri, attivarsi per studiare ed eliminare, se necessario, questa criticità e trovare nuovi spazi aggiuntivi. Hanno quattro mesi. Non sarebbe tollerabile, infatti, arrivare al mese di settembre impreparati».
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