Scuole, gli insegnanti chiedono riaperture in totale sicurezza

3 Luglio 2020

La Commissione “Oltre il Musp” al ministro Azzolina: «Nessun edificio ricostruito in 11 anni, ora basta ritardi»

L’AQUILA. «Non ci sarà a breve nessun inizio lavori per la scuola di Torretta, Gignano, Sant’Elia a causa di errori procedurali. Non si sa per certo quando verrà inaugurata la primaria a Pettino (causa sarebbero i 3 mesi di stop per coronavirus). E non si sbroglia la matassa per la scuola di Sassa (causa sarebbe il lungo e meticoloso studio della microzonazione sismica di quel territorio). Neppure una scuola, dopo 11 anni dal sisma, è uscita dai Musp».
Questa l’immagine della mancata ricostruzione degli edifici scolastici all’Aquila, fornita dalla Commissione “Oltre il Musp” all’incontro con il ministro Lucia Azzolina in visita l’altro giorno all’Aquila.
«Quella della non ricostruzione scolastica all’Aquila è cosa ben nota nelle stanze ministeriali a Roma, ci ha confermato il ministro. Ma non è questo il momento di insistere sulla mortificazione che subiscono da più di 11 anni migliaia di studentesse e di studenti. Ora bisogna far fronte a un’altra emergenza, quella della riapertura delle scuole a settembre, in presenza, a distanza, ma, soprattutto, in sicurezza. Precedenti esperienze maturate in contesti emergenziali», sostiene la Commissione, «ci inducono a temere il perpetrarsi di inefficienza ed inefficacia: l’abbiamo detto forte e chiaro al ministro Azzolina», sostengono i componenti della Commissione Oltre il Musp, «facendo riferimento all’oggettiva, manifesta incapacità di gestire la Cosa pubblica all’Aquila, nonostante le ingenti somme a disposizione per la ricostruzione scolastica. Ora arriveranno altri soldi per garantire l’acquisto di arredi, lavori ordinari e straordinari alle strutture scolastiche esistenti per adeguarle alla normativa anticovid: si sarà in grado di spenderli? UI ministro ha assicurato che ora, per decreto, i sindaci hanno ampi poteri operativi e decisionali! Bene, da oggi non ci saranno più scuse, sapremo a chi rivolgerci in caso di inadempienze e ritardi. Abbiamo percepito ascolto e vicinanza da parte della ministra, ma così è stato anche in passato con le numerose persone che abbiamo incontrato e che hanno espresso stupore e a volte anche vergogna davanti a una realtà oggettiva difficile da spiegare, figuriamoci da vivere, ma che poi non sono riuscite a essere determinanti per un cambio di passo operativo. Molto viene giustificato con “impicci burocratici”, ma lo stesso ministro ha affermato che 11 anni di impicci non sono né comprensibili, né tollerabili! A oggi siamo certi che trascorreremo altri 11 anni nei Musp, abbiamo detto al ministro, ma almeno ci venga garantita la possibilità di un sereno rientro a scuola, considerando la didattica a distanza, appena tollerabile in periodo emergenziale, da non prendere in assoluta considerazione nella normalità, visto che è stata un’attività attraverso la quale si sono tenute relazioni ed affetti, non certo didattica, non certo scuola.
In quanto poi al discorso degli organici, la Commissione Oltre il Musp, «rimanda il tutto alle conclusioni espresse dallo stesso ministro al termine del tavolo tecnico regionale».
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