Scuole, il Pd chiede lo sblocco dei cantieri
L’accusa: «Il Liceo Ovidio, chiuso da 11 anni, è l’esempio delle pastoie che impediscono le soluzioni»
SULMONA. Il Pd fa proprie le preoccupazioni dei genitori che hanno sollecitato nei giorni scorsi, al sindaco Annamaria Casini, il riavvio dei cantieri delle scuole. Il circolo del Partito democratico di Sulmona, però, coglie l’occasione per tornare a criticare ancora una volta l’amministrazione comunale. «Se c’è un’ulteriore emergenza che questa pandemia sta provocando, e che lascerà tracce indelebili sul tessuto socio-economico della città, è quella della ricostruzione degli edifici scolastici», fanno notare dal Pd, «di per sé già sofferente prima ancora di quest’ultimo disgraziatissimo accidente, e che rischia, a questo punto, di rallentare definitivamente fino alla paralisi».
Un’analisi a parte, per il Pd, la merita il caso del Liceo Classico Ovidio, chiuso da 11 anni. «L’edificio del Liceo Ovidio, paradigma perfetto di tutte le inestricabili pastoie burocratiche che fin qui hanno impedito interventi risolutivi alle amministrazioni succedutesi nel corso degli anni, dai lontani tragici eventi del terremoto del 2009, con la sua facciata deturpata, sembrerebbe prossimo al crollo definitivo», aggiungono dal Pd, «nel bel mezzo del salotto cittadino, quella piazza XX settembre, dove, inutilmente, troneggia la statua del sommo poeta a ricordarci antichi fasti di una città abituata a ben altre ambizioni di vita culturale, sociale ed economica. Se si trattasse di un’azienda pervasa da perdurante cattiva amministrazione, saremmo alla dichiarazione di fallimento e alla ricerca di un concordato per cercare di salvare il salvabile. La ricerca, nel caso di questa nostra amministrazione comunale (per stare alla similitudine), di una solidarietà cittadina fondata su un comune sentire che, di fronte al compito che si profila all’orizzonte, riunisca le menti più avvedute per cercare soluzioni praticabili». Da qui l’appello ai rappresentanti politici del territorio a sbloccare la situazione. «Chiediamo ai rappresentanti istituzionali del territorio e in specie di questa città, senatrice, consigliere regionali, di investire la Provincia di una problematica di sua stretta competenza che, se non prontamente affrontata, provocherà un altro terremoto», avvertono i democratici, «questa volta sotto forma di emergenza scolastica e, quindi, sociale, di proporzioni inimmaginabili».
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