Scuole, l’attacco degli studenti agli enti

Il rappresentante Cotellessa sull’assenza al tavolo con il ministro: Comune, Provincia e Regione vogliono delegittimarci
L’AQUILA. Cresce il malcontento, all’indomani della visita in città del ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), Lorenzo Fioramonti.
A sollevare le polemiche è in primis il rappresentante degli studenti del Cotugno, Tommaso Cotellessa, deluso per l’assenza di Comune, Provincia e Regione al secondo tavolo tecnico sulla ricostruzione delle scuole, che si è svolto martedì scorso proprio alla presenza del ministro, al termine dell’inaugurazione dell’anno accademico del Gssi.
A preoccupare Roberta Gargano, presidente dell'associazione L'Aquila Città di Persone, è invece l’annuncio di Fioramonti che Invitalia sarà la stazione appaltante dei cantieri per la ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma di 10 anni fa.
COTELLESSA. Il rappresentante degli studenti affida le sue riflessioni a un post di Facebook: «Martedì si è tenuto il secondo tavolo tecnico sulla ricostruzione delle scuole, del quale fanno parte i comitati cittadini, io come studente, le istituzioni locali e il ministro», scrive. «Nel primo tavolo ci siamo conosciuti e presentati, questa volta speravo di ascoltare le buone intenzioni e i progetti delle istituzioni locali, che però purtroppo non si sono presentate. Ho letto questo fatto come un tentativo di delegittimazione di questo tavolo. Il tavolo ha un'enorme valenza, poiché è un esempio di partecipazione, come ha anche ribadito il ministro. Si sta continuando a lavorare, ricordando che il nostro obiettivo è quello di ricostruire scuole sicure all’Aquila. Inoltre, ho invitato il ministro a partecipare alla Notte bianca del liceo Classico, che si terrà il 17 gennaio nella nostra scuola. Fioramonti si è mostrato interessato, noi lo aspettiamo».
GARGANO. Il presidente di L'Aquila Città di Persone, invece, riguardo alla scelta di Invitalia come stazione appaltante, parla di «sconfitta per il nostro territorio, che sembra essere stato bocciato in quanto incapace di condurre a buon esito gli appalti pubblici». In una nota la Gargano scrive: «Abbiamo ottenuto di condurre direttamente la ricostruzione privata, che aveva preso la stessa strada dei grandi appalti nazionali in sedi remote, oggi il territorio si vede sottratto un'altra possibilità di generare economia. Noi abbiamo già le stazioni appaltanti, abbiamo il Provveditorato alle Opere Pubbliche, abbiamo Aric, Agenzia regionale per l'informatica e la committenza. Il vero problema viene nascosto ancora una volta, come la polvere messa sotto il tappeto: la ricostruzione pubblica di un territorio distrutto da un sisma non si può condurre con le norme ordinarie a cui una certa politica è voluta tornare. Per ricostruire occorre una normativa speciale, che tolga gli appalti legati alla ricostruzione dalle pastoie burocratiche italiane. Devono cambiare le norme, non toglierci gli appalti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

